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G8, per Berlusconi e l’ Italia cominciano i guai

“Italia fuori dal G8, vertice caos”
Berlusconi: “Una grande cantonata”

Il Guardian: “Agenda inesistente gli Usa hanno fatto tutto il lavoro, La Spagna sarebbe un miglior membro”. Frattini: “Una buffonata”

Cari amici,

Come volevasi dimostrare, la stampa internazionale sta iniziando a montare il caso Berlusconi.

In Italia si fa quello che si può per limitare i danni e convincere gli italiani che in fondo sono “gli altri” che non capiscono.

Il punto della questione è che “gli altri” invece capiscono benissimo.

Si dice sottovoce che vogliono cacciare l’ Italia da G8.

…poco male!

Il G8 finora è stato soltanto una bella vetrina di bellimbusti importanti, i quali si sprecano a fare bellissimi discorsi senza fondamento, con il fine ultimo di mantenere lo status quo il più possibile inalterato.

A mio giudizio l’ unica istituzione internazionale un pochettino autorevole che potrebbe iniziare a fare qualcosa di costruttivo è l’ ONU, se si avesse il coraggio di riformarla al fine di renderla più democratica.

….comunque queste sono soltanto opinioni personali.

I fatti, invece, indicano che non sappiamo cambiare perchè non abbiamo idea di come cambiare, abbiamo paura del cambiamento e non abbiamo strumenti politici per mettere nelle posizioni di potere le molte persone sincere e oneste che abbiamo, le quali pertanto restano alla finestra impotenti e inutili.

Il futuro ci aspetta, e dipende da noi!

…coraggio!

La Repubblica

LONDRA – Un summit che sta “discendendo nel caos”, su cui è meglio avere “basse aspettative” e che potrebbe addirittura produrre, oltre al rischio di nuove “gaffe di Berlusconi” e controversie sulla sua vita privata, proposte per “espellere l’Italia dal G8” e sostituirla con la Spagna. Sono le indiscrezioni raccolte dalla stampa estera tra le delegazioni degli altri paesi invitati al vertice che si apre domani all’Aquila e i commenti e le previsioni che alcuni dei più autorevoli giornali del mondo, dal Financial Times al Wall Street Journal, fanno sull’appuntamento internazionale che richiama i grandi della terra, e le luci dei riflettori, sul nostro paese.

“Crescono le pressioni all’interno del G8 per espellere l’Italia, mentre i preparativi per il summit scendono nel caos”, è il titolo del Guardian di Londra. Nell’assenza di qualsiasi iniziativa sostanziale da parte italiana per organizzare l’agenda del vertice, scrive il quotidiano della capitale britannica, “gli Stati Uniti hanno assunto il controllo”, con un giro di conferenze telefoniche effettuate dai loro “sherpa”, come si chiamano in gergo gli alti funzionari che pianificano i temi e le iniziative del G8, per “iniettare all’ultimo momento qualche significato” nell’incontro dell’Aquila. “Che sia un altro paese a organizzare le telefonate degli sherpa è un fatto senza precedenti”, dice al Guardian un alto esponente della delegazione di un paese del G8. “Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non c’è stata organizzazione e non c’è stata pianificazione”.

La reazione del governo. “Una grande cantonata di un piccolo giornale” dirà Silvio Berlusconi ma fin dalla mattina immediata e durissima era stata la reazione del governo. “Spero che esca il Guardian dai grandi giornali del mondo”, ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini da Bucarest. Il ministro ha poi definito una “buffonata” la notizia che gli Usa abbiano dovuto prendere in mano l’organizzazione del summit con una videoconferenza tra gli sherpa. Fonti della Farnesina sottolineano che sulla notizia c’è “un evidente fraintendimento” perché in effetti una videoconferenza tra gli sherpa c’è stata, ma è stata organizzata da Washington in vista del G20 di Pittsburgh. Più tardi, il ministro si sfoga su Twitter: “Che topica il Guardian! Scambia l’italia per l’Uk. Dice che gli Usa hanno preso in mano l’organizzazione del G8 dirigendo una conference call e non si accorge che si trattava invece del G20… Un caso di friendly fire (fuoco amico, ndr). Se fossero così onesti dal riconoscerlo…”. Un portavoce della Farnesina precisa poi un altro punto dell’articolo, e cioè che “L’iniziativa food è un’iniziativa del nostro Paese, non degli Usa, come dimostra il policy paper che l’Italia aveva fatto circolare nel 2008 fra i partner G8”.

“Una sciocchezza”, commenta secco il ministro della Difesa La Russa. “Basta non comprare il quotidiano inglese. Io non leggo i giornali stranieri, né le notizie riprese dai giornali stranieri”.

La replica dei quotidiani. Da parte sua, il quotidiano inglese rilascia una breve nota in tarda serata. “Confermiamo quanto scritto nell’articolo di oggi del nostro corrispondente diplomatico Julian Borger e respingiamo sentitamente qualsiasi affermazione che l’articolo in questione sia infondato”.

Una dura replica arriva anche dal Sunday Times. Il direttore John Witherow scrive: “E’ stupido parlare di una campagna (orchestrata dai giornali del gruppo Murdoch contro Berlusconi, ndr.). Il Sunday Times, insieme ad altri svariati giornali britannici, ha dedicato un’ampia copertura alle storie su Berlusconi perché crediamo che siano sia interessanti che divertenti. Il nostro corrispondente è stato a Bari, in Sardegna e a Roma, conducendo indagini per settimane. Ha citato di tanto in tanto i giornali italiani ma ha sempre controllato direttamente le proprie fonti”.

“Meglio la Spagna”. Torniamo all’articolo del Guardian. Un altro diplomatico europeo coinvolto nei preparativi del vertice dice: “Il G8 è un club e per far parte di un club ci sono le quote d’iscrizione. L’Italia non ha pagato la propria”. Le proteste dietro le quinte del summit sono arrivate al punto, prosegue l’articolo del Guardian, da far circolare suggerimenti di espellere l’Italia dal G8 o da un gruppo che ne diventi il successore. Una possibilità che circola nelle capitali europee, secondo il giornale, è che la Spagna, che ha un reddito pro capite più alto e versa in aiuti al Terzo Mondo una percentuale più alta del pil, “prenda il posto dell’Italia”.

Il ministero degli Esteri italiano, afferma Julian Borger, corrispondente diplomatico del Guardian e autore dell’articolo, non ha risposto a richieste di commentare simili critiche. Oltre alle fonti anonime, il giornalista riporta il parere di Richard Gowan, un analista del Centre for International Cooperation presso la New york University: “I preparativi italiani per il vertice sono stati caotici dall’inizio alla fine”, dice il politologo. “Già in gennaio gli italiani dicevano di non avere una visione per il summit e che se l’amministrazione Obama aveva delle idee loro erano pronti a seguire le istruzioni degli americani”. Il giornale conclude che l’Italia ha cercato di coprire la mancanza di sostanza aumentando la lista degli ospiti, che secondo una stima saranno ben 44. “Gli italiani non hanno idee e hanno deciso che la cosa migliore è allargare l’agenda al massimo in modo da oscurare il fatto che non hanno un’agenda”, dice ancora il professor Gowan.

“Obama non ha bisogno di Roma”. Giudizio analogo è espresso da un editoriale non firmato, dunque espressione della direzione del giornale, sul Financial Times. “Da settimane”, scrive il quotidiano finanziario, “le notizie sulla vita privata del 72enne leader italiano sono stato un totale imbarazzo, ma la sua reputazione è calata per ragioni che vanno al di là dei recenti titoli di giornale”. Il Ft afferma che Berlusconi è sempre stato giudicato all’estero come una figura controversa e imprevedibile. Durante il suo precedente governo, dal 2001 al 2006, Bush “aveva bisogno di corteggiarlo” perché Washington era in conflitto con Chirac e Schroeder, “ma oggi tutto è cambiato, Francia e Germania hanno leader fortemente pro-americani, sicché Obama non ha bisogno di essere tollerante verso Berlusconi come il suo predecessore”. Il giornale cita le questioni che hanno irritato gli Usa e gli altri membri del G8: l’inadempienza dell’Italia sugli aiuti all’Africa, lo scarso interesse del premier italiano sull’impegno per combattere il cambiamento climatico, la sua ambizione di mediare sull’Iran e sulla Russia. “Le previsioni non sono buone”, conclude il Financial Times, ricordando che la prima volta che Berlusconi presiedette un summit del G8 gli fu inviata una comunicazione giudiziaria (Napoli, 1994), la seconda volta il summit fu rovinato dalle proteste e dagli scontri (Genova 2001): meglio tenere “le aspettative basse” per la terza volta.

La lettera di Annan. Sempre sul Financial Times, un secondo articolo, firmato dal columnist più autorevole di affari internazionale Quentin Peel, rivela che l’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan, noto per essere uno dei diplomatici più tranquilli e posati della scena internazionale, ha perso la pazienza e ha scritto “una dura lettera personale” a Berlusconi, rimproverandolo per non avere mantenuto gli impegni da lui presi al precedente G8 sugli aiuti all’Africa. In proposito, un corsivo del Guardian ironizza che il premier italiano potrebbe venire ribattezzato “mister 3 per cento”, come lo ha chiamato Bob Geldof, il cantante paladino degli aiuti ai paesi poveri, nel senso che Berlusconi “mantiene solo il 3 per cento delle promesse fatte”.

La ministra “in topless”. A Berlusconi dedica la prima e la terza pagina anche il Daily Telegraph, il più diffuso quotidiano “di qualità” britannico. In prima pubblica una gigantografia di una giovane donna con una maglia traforata sotto la quale non indossa niente: “Quale leader europeo porta il suo ministro pieno di glamour al G8?” è il titolone che l’accompagna. La donna è Mara Carfagna, rivela un articolo a pagina 3, e il leader ovviamente è Berlusconi: “la modella in topless che è diventata ministro riceve il compito di intrattenere le mogli al G8”, afferma il servizio all’interno, a causa dell’assenza di Veronica Lario che ha chiesto il divorzio accusando il marito di avere “rapporti con minorenni” dopo la sua partecipazione alla festa per il 18esimo compleanno di Noemi Letizia.

La Merkel e gli scatti con Silvio. Altri articoli sulle difficoltà logistiche e politiche del summit, che si sommano agli scandali sulla vita privata del premier, appaiono sull’Independent, sul Times e su giornali di altri paesi. Il Wall Street Journal scrive che un politologo dell’influente European Council on Foreign Relations ha avvertito Angela Merkel di stare attenta a come verrà fotografata accanto a Berlusconi durante il summit: un’immagine ridicola o offensiva, ha detto alla cancelliera tedesca, potrebbe costarle la rielezione.

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