Consigli utili
Questo decreto rappresenta uno spartiacque.
Per evitare di inciampare nelle stesse fatali disattenzioni, ecco tre consigli operativi frutto di questa fondamentale lezione:
Il dogma della trasparenza biennale:
Abbandonate l’idea del rinnovo tacito perpetuo.
Programmare le assemblee inserendo automaticamente all’ordine del giorno dell’assemblea ordinaria il punto: “Discussione in merito alla conferma o revoca dell’Amministratore ex art. 1129, co. 10, c.c.”. Fatelo diventare un automatismo di studio, a prescindere dal clima che si respira nel palazzo.
Non sottovalutate le minoranze:
Se ricevete una PEC da un condomino, anche se possiede un solo millesimo di proprietà, che chiede di discutere la vostra revoca, non ignoratela.
Rispondete formalmente su carta intestata, spiegando che, pur non essendoci i requisiti per un’assemblea straordinaria ex art. 66 disp. att. c.c., il punto sarà doverosamente inserito nella prossima assemblea ordinaria utile in ossequio all’art. 1129 c.c.
In questo modo disinnescherete ogni accusa di “ripetuto rifiuto”.
Cambio di mentalità:
La prorogatio non è un fortino in cui barricarsi, ma una fragile passerella verso il rinnovo. Affrontare il voto di conferma ogni anno vi espone politicamente, è vero, ma vi mette al riparo dalla sciagura ben più grave della revoca giudiziale, che porta con sé condanne pecuniarie e danni d’immagine spesso irreparabili.
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