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Berlusconi vecchio, sorpassato, in attesa della pensione

Schifani: “No ai teoremi dei magistrati”
Bossi all’attacco di Fini: “Così si suicida”

Il presidente del Senato: “Basta calunnie”. E poi: “No al voto agli immigrati”
Il leader della Lega al presidente della Camera: “Gli immigrati portateli a casa tua”

Cari amici,

Le critiche di Fini a Berlusconi e al suo partito hanno provocato il classico “vespaio di polemiche”, e tutti hanno fatto a gara per “allinearsi” alle posizioni del “capo”.

“Una rondine non fa primavera” come dice il proverbio.

Anche se è evidente che Berlusconi è un personaggio “vecchio”, “sorpassato”, con una credibiltà incrinata dalla montagna di insinuazioni morbose che lo accompagnano in giro per il mondo, costantemente in attesa di giudizio, …..anche con tutto questo fardello, tutti lo tengono ben puntellato al comando, perchè hanno una paura fottuta di affrontare il “dopo Berlusconi”.

Credo che sia evidente la necessità di costruire un futuro politico credibile in Italia!

Abbiamo bisogno di personaggi che sappiano interpretare il vento nuovo e impetuoso che sta attraversando la società in Italia, in Europa e nel mondo, e non mi sembra proprio che i nostri politicanti siano all’ altezza delle sfide che ci attendono.

Rimettiamoci alle poche voci originali che rimangono, e speriamo che nuove forze politiche appaiano presto all’ orizzonte!

Per oggi accontentiamoci di scrivere…

….FORZA FINI, FATTI SENTIRE!

La Repubblica

GUBBIO – Premette: “Il mio dovere è la neutralità”. Poi attacca i pm, confuta punto per punto le tesi di Gianfranco Fini, sposa in toto le tesi di Silvio Berlusconi e nega che in Italia ci siano rischi alla libertà di stampa. Come già accaduto in passato Renato Schifani si allinea alle tesi del governo. Scegliendo una strada opposta rispetto al suo omologo alla Camera, Gianfranco Fini. Tanto quello si smarca, tanto Schifani si allinea. Anche Bossi attacca il presidente della Camera e sfida l’ex An sull’immigrazione: “Ognuno si suicida come vuole…” E sulle escort, ancora il senatùr taglia corto: “Sono trame della mafia”.

Intanto Rocco Buttiglione ha annunciato che Fini sarà domani agli stati generali dell’Udc a Chianciano: una circostanza che, dopo le ultime mosse del presidente della Camera, sancirebbe, dopo un anno e mezzo di gelo, un riavvicinamento con Pier Ferdinando Casini. Sulle tensioni tra il presidente della Camera e il Pdl interviene Dario Franceschini: “Fini dice cose di buon senso, anche con durezza rispetto allo schieramento da cui proviene, in coerenza con il ruolo istituzionale che ricopre. Siamo un Paese nel quale, quando un esponente che proviene dalla storia della destra dice cose di buon senso, sembra un eroe civile. Comunque, l’opposizione non è Fini, ma siamo noi”.

Liberta di stampa. Sul tema della libertà di stampa, Schifani ha assicurato: “La libertà di stampa nel nostro paese è garantita. Non vedo nubi che possono seppure minimamente limitarne l’esercizio”. Al convegno del Pdl il presidente del Senato ripete, di fatto, le parole di Silvio Berlusconi. “Ogni giornalista – aggiunge – può esprimere liberamente le proprie idee, ma senza travalicare i limiti della verità, dell’onorabilità e del rispetto della persona”.

Giustizia. Berlusconi evoca complotti da parte delle procure di Palermo e Milano? E Schifani commenta: “Attenzione a riproporre teoremi politici evocando “fantasmi di un passato lontano”. Un chiaro riferimento alle inchieste sulle stragi di mafia dell’inizio degli anni ’90. “Mi piace di più – dice Schifani – quando la magistratura si occupa, a volte addirittura pagandone il prezzo in prima persona, del contrasto diretto della mafia . Mi piace meno quando alcuni singoli magistrati tendono a riproporre teoremi politici attraverso l’evocazione di fantasmi”.

Bioetica. “Sui temi etici deve valere per tutti e senza discriminazioni un principio di civiltà: la libertà di coscienza”. Se Fini chiede che di biotestamento si parli ancora, per Schifani i giochi sono chiusi. “A quella libertà di coscienza – prosegue il presidente del Senato – si sono ispirati tutti i senatori quando hanno votato sul biotestamento”.

Scontro nel Pdl. Rispondendo indirettamente a Fini che ieri aveva chiesto un confronto interno al Pdl, Schifani assicura: “Vedo il Pdl come una casa aperta dove ci si può serenamente e liberamente confrontare senza alcun pericolo di anatemi od ostracismi. Le varie anime che compongono il Pdl hanno piena ed ampia libertà di espressione”.

No al voto agli immigrati. E infine il voto agli immigrati. “Vota chi è cittadino italiano”, dice Schifani. Con tanti saluti alla richiesta di Fini che ha più volte chiesto la concessione del voto agli immigrati regolari che vivono, lavorano e pagano le tasse nel nostro Paese. Giammai, dice Schifani.

Bossi: “Gianfranco si suicida”. Dal palco allestito a Pian del Re per la tradizionale cerimonia leghista dell’ampolla alle sorgenti del Po, anche Bossi rilancia: “C’è un complotto della mafia contro il governo”. E a chi gli domanda una sua impressione sulle vicende delle ultime settimane che riguardano il presidente del Consiglio, Umberto Bossi risponde sicuro: “Penso che tutto sia stato messo in piedi dalla mafia. Abbiamo fatto leggi pesantissime contro la mafia. Chi ha in mano le prostitute è la mafia, sono convinto che è la mafia che ha organizzato tutta questa cosa qui”. Per ritorsione contro il governo? Chiedono i cronisti. “Esatto”, conclude Bossi.

L’attacco a Fini. E a Gianfranco Fini che vorrebbe concedere il voto agli immigrati, il leader leghista lancia una sfida: “Nel governo c’è addirittura chi vorrebbe aprire i confini agli immigrati. Se li porti a casa sua. Il presidente della Camera, per il leader del Carroccio, “è libero di suicidarsi come vuole, ma dare il voto agli immigrati è una scelta sbagliata, non è quello che vuole la gente. Noi della Lega preferiamo stare con la gente. Lui pensa che gli immigrati non voterebbero la Lega, ma è un ragionamento insano. Chi è forte – ha aggiunto Bossi – vince sempre, anche gli immigrati alla fine voteranno la Lega, staranno dalla parte di chi è più simpatico e che dice cose dure ma vere”.

Elezioni anticipate? “No”. A chi gli ha domandato se fosse fondata l’ipotesi di elezioni anticipate, Bossi ha infine risposto secco: “E per che cosa? Per far vincere la Lega ancora di più?” Niente elezioni anticipate, quindi? “No, dobbiamo fare le riforme”.

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