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Rispondi a: Conoscenza dell’uomo

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grandeindio
Amministratore del forum

In questo incontro straordinario e senza filtri, Federico Faggin – inventore del microchip e oggi tra le voci più autorevoli sul tema della coscienza – dialoga con Piero Calvi Parisetti per affrontare una delle domande più profonde che l’essere umano possa porsi: che cosa siamo davvero, e cosa accade dopo la morte del corpo?

Il confronto mette in discussione le fondamenta dello scientismo materialista, secondo cui la coscienza sarebbe un semplice prodotto del cervello e il libero arbitrio un’illusione. Faggin propone invece un modello radicale: la coscienza non nasce dal corpo, ma esiste come campo, dinamico e olistico, che utilizza il corpo come strumento temporaneo di esperienza nello spazio-tempo.

Uno dei passaggi chiave riguarda il postulato dell’Essere: la realtà ultima è una, interconnessa, in continuo cambiamento e orientata a conoscere se stessa. In questa visione, la cooperazione non è un’eccezione, ma la regola fondamentale della realtà. La competizione nasce solo come distorsione legata alla sopravvivenza del corpo, non come principio ontologico.

Il dialogo affronta temi potentissimi:

coscienza e libero arbitrio come fondamenti originari, non emergenti

conoscenza e significato come ontologia della realtà

simboli e linguaggio come strumenti inevitabilmente limitati

il male come fallimento della comunicazione tra interiorità private

il parallelismo tra fisica quantistica e antiche tradizioni filosofiche (Tao Te Ching)

Ampio spazio è dedicato alle esperienze di premorte (NDE) e alle esperienze fuori dal corpo (OBE), analizzate da Parisetti con rigore clinico. Viene spiegato perché, durante l’arresto cardiaco, non esiste attività cerebrale sufficiente a generare coscienza, eppure le persone riportano percezioni lucide, memoria dettagliata e trasformazioni profonde della personalità. Particolarmente sconvolgenti sono i casi documentati di visione durante NDE in persone cieche dalla nascita.

Si discute anche di:

cervello come trasduttore, non come origine della coscienza

reincarnazione e sopravvivenza della personalità

differenza tra coscienza, consapevolezza e mente

limiti della misurazione scientifica basata sui numeri

amore come continuità che non conosce la morte

Il messaggio finale è chiaro e potente: ridurre l’essere umano a una macchina significa distruggere il senso della vita. Integrare scienza e spiritualità, razionalità ed esperienza interiore, non è un atto di fede cieca, ma un passo necessario per comprendere chi siamo davvero.

Questo video è rivolto a chi si interroga su coscienza, morte, intelligenza artificiale, fisica quantistica, spiritualità, a studenti, ricercatori, professionisti della tecnologia e a chi sente che la visione materialista non spiega l’esperienza umana.