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Economia etica

Economia etica

L’ intellettuale politico brasiliano Roberto Unger l’ ha chiamata "Economia etica".

Il nostro approccio attuale al mondo, ha detto, si è "ridotto al passaggio di assegni attraverso la posta" – nel senso che la nostra generosità viene spesso dispersa e comunque ci isola da un mondo che dovremmo sperimentare, e non semplicemente guardare o sfiorare da una certa distanza.

"Un simile approccio è troppo debole come fermento sociale" secondo Unger.

"Invece, occorre stabilire il principio universale che ogni adulto fisicamente abile, nel corso della propria vita, debba ripartire il suo lavoro sia nei sistemi di produzione ordinari, sia nell’ Economia etica e partecipare, per una certa quota della sua vita professionale o dell’ anno lavorativo, facendosi carico responsabilmente degli altri, vecchi, giovani e infermi, al di là dei confini familiari".

Unger ha ragione!

La nostra unica speranza consiste nel rispondere con l’ azione distribuita ai rischi distribuiti che dobbiamo fronteggiare.

Di sicuro sappiamo che il nostro cammino dev’ essere guidato dalle parole del sociologo Immanuel Wallerstein, che ha detto, in uno dei più chiari e semplici inviti all’ azione:

"Quello che facciamo per gli altri, lo facciamo per noi".

Nel nostro mondo interconnesso, ciò vale per il bene quanto per il male.

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