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Lo strano caso dell’amministratore Angotzi

Lo strano caso dell’amministratore Angotzi

Continua in città il “giallo” sul caso dell’amministratore di condomini, ex capogruppo del Pd e tuttora consigliere comunale, Manuele Angotzi, denunciato dai proprietari di alcuni immobili dal lui amministrati per non avere pagato acqua, riscaldamento, gas, assicurazioni, dopo aver regolarmente incassato e rendicontato i pagamenti dei condomini.

Il primo episodio risale al maggio scorso: in un condominio di via Assietta 41 mila euro di bollette del gas non pagate. Ammanchi di varia entità si sono poi presentati in altri condomini, gettando nello sconforto tutti coloro che, avendo già pagato, si sono trovati nella condizione di dover rimettere mano al portafoglio.

Ora la questione è passata ai legali, ma la gente si chiede: dove sono finiti i soldi?

«La riunione sul bilancio 2012 doveva essere fatta a febbraio poi è stata spostata a giugno, poi non si è fatta – racconta Pasquale Cuzzocrea, un capo-scala del condominio di via Spadolini – Ho sempre avuto un buon rapporto con Angotzi ed essendo in pensione spesso gli ho dato una mano: quando nel palazzo si presentava un problema cercavo di risolverlo oppure lo avvertivo subito. Non siamo più riusciti a parlargli, perciò abbiamo deciso di cambiare amministratore».

Il condominio è costituito da quattro scale per un totale di 48 famiglie. «Riguardo all’acqua ci risultano non pagati una rata del 2011, e tutto il 2012, l’ascensore non era pagato da due anni – continua Cuzzocrea – Il danno da noi ammonterebbe a circa 21.000 euro, ma la cifra è incerta in quanto non ci ha dato il consuntivo 2012. Per non farci togliere l’acqua e l’ascensore invece che quattro rate di condominio ne abbiamo pagate sei: la gente spera di recuperare i soldi».

Ci spostiamo dall’altra parte della città in via Bengasi. «Ho scoperto la vicenda a maggio dai giornali, abbiamo raccolto le firme per chiedere di vedere i documenti e poi abbiamo dato mandato a un nuovo amministratore – racconta una giovane donna del condominio che raggruppa 36 famiglie nelle scale via Bengasi 1, 3 e via Giusti, 39 – Il primo sospetto mi era venuto quando a febbraio l’amministratore non è passato come ogni anno a prendere i numeri dell’acqua per poi fare la riunione sul bilancio 2012, ma sapevamo che aveva problemi di salute perciò non ci siamo allarmati».

Il condominio si è trovato un debito di circa 32.000 euro con l’ENI, che ha messo i sigilli ai contatori. «Abbiamo iniziato a pagare questo debito ad agosto e anticipato la rata di ottobre per stare al caldo – continua – Siamo tutti molto arrabbiati, è un condominio in cui abbiamo sempre pagato. Al momento abbiamo avuto un danno di circa un migliaio di euro a famiglia, speriamo di recuperarlo. Con i tempi che corrono e tanta gente senza lavoro o in cassa-integrazione, questa proprio non ci voleva».

L’amministratore si difende: «Martedì prossimo (lo scorso per chi legge) facciamo il passaggio di consegne per entrambi i condomini. Non sono poi così convinto che pagheranno due volte; si tratta di chiarire le singole situazioni debitorie o creditorie».

Angotzi continua: «I condomini hanno le loro ragioni, c’è ampia disponibilità da parte mia per chi ha voglia e tempo di venire a discuterne. Che qualcuno non abbia visto i conti è vero, ma la cosa verrà definita. Non ho rubato nulla, non mi trovo in un momento piacevole. L’inizio di questa vicenda è stato molto complicato, man mano si è preso atto che la situazione va affrontata».

Un errore lo ammette: «Bisogna avere più rigidità nell’incassare nei tempi: il non farlo, riportato su uno, due anni conduce a questa situazione”. Ma poi rilancia: «Ho qui lo studio da dieci anni. Gestivo fino a poco tempo fa 50 condomini, un lavoro enorme. A causa di questa vicenda ho perso molti clienti. Il mio nome è stato screditato. Secondo lei: se avessi davvero sottratto tutti quei soldi, sarei rimasto qui a sopportare tutto questo fango? Ho chiuso le gestioni del 2012 in ritardo, ma non sono il solo responsabile: ad esempio, anche dopo di me si è aspettato troppo a convocare le assemblee».

Ha qualcosa da aggiungere anche sul piano politico: «Non do le dimissioni da consigliere comunale perché non ho preso nulla. Ho commesso degli errori. Bisogna distinguere l’ambito politico da quello professionale. Dal ’99 sono in consiglio comunale e nessuno ha mai avuto niente da dire sul mio operato. Se qualcuno ha qualcosa da ridire lo faccia oggi soprattutto nel partito in cui milito».
http://www.nichelino.com/content/index. … Itemid=412

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