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Costi e consumi internet si possono dividere in condominio

Costi e consumi internet si possono dividere in condominio

Internet tra le spese condominiali, come l’ascensore o la manutenzione del giardino. Uno scenario che in alcuni edifici di ultima generazione – magari cablati in fibra ottica – è già realtà. Nella maggioranza dei condomìni, però, raggiunti da vecchi cavi di rame, spesso si naviga a fatica attraverso i "classici" abbonamenti Adsl privati. Cambiare è però possibile: soprattutto dove il collegamento è assente o molto lento si può verificare se la propria zona sia coperta dal servizio di un provider che riesca a fornire più "banda" all’edificio. Possibilmente a minor prezzo, grazie anche alla condivisione del traffico dati con i vicini di casa.

Per portare connessioni veloci nelle zone non raggiunte da una buona Adsl o dalla fibra, il sistema più diffuso è – attraverso un’antenna radio installata sul tetto – l’accesso a una rete Hiperlan. Già qui si potrebbe incontrare però la prima difficoltà: le antenne per funzionare devono essere in visibilità diretta l’una con l’altra, quindi non è detto che il proprio edificio sia raggiunto dal segnale. È anche vero però che negli ultimi anni i "punti di illuminazione" si sono moltiplicati: «Spesso le centraline telefoniche sono sature – spiega Dino Bortolotto, presidente di Assoprovider – e il rame inutilizzabile. E così anche in città i provider offrono soluzioni alternative: a Roma, ad esempio, è pieno di operatori in Hiperlan».

Se non ci sono problemi di segnale,dal relativo "access point" viene poi derivata una rete fino agli appartamenti o agli hotspot situati nelle parti comuni. Ogni condomino che utilizza il servizio (non tutti sono obbligati a partecipare, vedi scheda) avrà la sua linea flat criptata al pari di un collegamento "tradizionale". E in genere anche la possibilità di scegliere la "taglia" di banda che desidera. In questi casi al condominio o a un gruppo di condomini spettano solo le spese di installazione dell’impianto comune, poi le bollette arriveranno ai singoli. Le offerte più vantaggiose in genere prevedono che più condòmini aderiscono all’offerta, più aumentano gli sconti rispetto alla tariffa piena (la linea Hiperlan si può ovviamente installare anche per un solo utente privato).

Un’operazione che certo conviene a chi naviga a singhiozzo e così si garantisce un servizio che altrimenti non avrebbe. Difficile invece dire quanto le tariffe proposte siano in assoluto competitive rispetto ai big nazionali: oltre al numero dei condomini aderenti, occorre considerare la quantità di banda fornita e le condizioni previste dalle singole offerte, la presenza o meno di soglie di banda minima garantita, eventuali limitazioni alla quantità di dati scaricabili alla massima velocità, disponibilità del Voip (la gestione delle telefonate attraverso la rete), presenza di Ip pubblici o privati, eccetera. E la convenienza dipende anche dal benchmark con il quale ci si confronta: il prezzo pieno di una flat in una zona non raggiunta dalle linee di altri operatori, le proposte di compagnie telefoniche "secondarie" o, ancora, le perenni offerte? In media, però, si può stimare un risparmio sulla bolletta del 25-30%, che in alcuni casi può arrivare al 50. Il risparmio maggiore è possibile però dove i provider hanno già a disposizione linee cablate in fibra e quindi la possibilità di smistare molto traffico. La convenienza può anche non essere legata al prezzo, ma alla quantità di banda: a parità di esborso, soprattutto nelle zone poco coperte, ci si può assicurare linee – almeno a stare a quanto dichiarato dagli operatori – molto più performanti; oppure ci si può accontentare di un traffico limitato a pochi mega ma a un prezzo decisamente basso.

Va poi considerato il costo di accesso: per cablare gli edifici che non presentano particolari difficoltà, si può stimare un costo di circa 750 euro. Uno degli ostacoli maggiori alla diffusione degli impianti condominiali, infine, sono i picchi di traffico che si possono riscontrare nelle ore di punta e rallentare quindi il servizio, generando anche un certo grado di litigiosità tra i condòmini. Per cercare di evitare queste situazioni, il gestore deve garantire una velocità minima individuale che non sia troppo bassa e/o stabilire una soglia di traffico ad alta velocità per utente; o, ancora, è possibile limitare il peer to peer (attraverso cui ad esempio si scaricano pesanti film) nelle ore di punta, quando la rete è sfruttata per altri utilizzi come la tv on demand (tipicamente la sera tra le 19 e le 23).

«Ci siamo sempre battuti per l’abbattimento delle barriere all’ingresso – puntualizza infine Bortolotto – ma è importante ricordare che la cessione di banda tra utenti privati non è legale e che va garantito l’acceso a tutti gli operatori nel condominio: se un condòmino vuole un altro operatore deve essere libero di poterlo contattare».
http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/c … d=AbhzF6RJ

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