Go to Top

Veranda in condominio

Veranda in condominio

Veranda in condominio

Veranda in condominio: Se una parte del lastrico, successivamente, viene occupata da una veranda, la cui costruzione sia stata autorizzata.

Le cui caratteristiche, sia dal punto di vista dei materiali che di stabilità, siano assimilabili a quelle del tetto, per questa copertura.

In questo caso, AL POSTO del criterio di ripartizione delle spese previsto per il lastrico solare ad uso esclusivo, si sostituisce il criterio di ripartizione previsto per il tetto (Cioè tutti i condòmini concorrono alla spesa in proporzione ai millesimi di proprietà).

Dottrina e giurisprudenza – Veranda in condominio

Per veranda deve intendersi «la chiusura, prevalentemente con vetri, supportati su metallo o legno, di spazi scoperti come balconi o terrazze, con opere effettuate dopo l’ultimazione dell’edificio» (TAMBORRINO).

Il bovindo (dall’inglese: bow window) è, invece, un corpo di fabbrica, sporgente in aggetto dalla facciata dell’edificio, con finestre che consentono la veduta sia frontale che laterale.

È generalmente ammesso che il proprietario esclusivo del balcone possa trasformare quest’ultimo in veranda.

Ciò anche senza l’autorizzazione degli altri condòmini.

Vi sono tuttavia delle limitazioni.

In particolare, dal punto di vista pubblicistico, tale opera è soggetta a concessione edilizia, a meno che non sia costruita al fine di proteggere la proprietà dagli agenti atmosferici, senza che vi sia un aumento della volumetria.

In quest’ultimo caso, infatti, è sufficiente l’autorizzazione o, in alternativa, la denuncia di inizio attività.

Veranda in condominio – Rapporti con i gli altri condomini

Dal punto di vista dei rapporti di condominio, i limiti fondamentali sono costituiti dal rispetto del decoro architettonico dell’edificio e dal divieto di arrecare pregiudizio agli altri condòmini.

Ai quali deve essere sempre assicurato un pari uso del bene comune (Trib. Milano 31-1-1991).

Così, ad esempio, è illegittima la realizzazione di una veranda senza il rispetto della distanza legale della veduta esercitata dal proprietario dell’appartamento sovrastante (Cass. 21-10-1980, n. 5652), come pure la realizzazione di una veranda sul balcone, in appoggio al muro comune, che raggiunga l’altezza del piano superiore, diminuendo in tal modo il godimento di aria e luce all’appartamento sovrastante (Cass. 11-2-1985, n. 1132).

Un’ulteriore ipotesi riguarda la copertura con una veranda del terrazzo dell’ultimo piano dell’edificio condominiale, effettuata dal relativo proprietario.

Tale fattispecie è soggetta alla disciplina dettata dall’art. 1127 c.c. e, in particolare, alla disposizione del 3° co. di detto articolo, la quale vieta sopraelevazioni che pregiudichino l’aspetto architettonico dell’edificio.

L’indagine relativa va condotta in stretta correlazione con la visibilità della nuova opera, tenuto conto che nessun pregiudizio può essere riscontrato in manufatti che siano assolutamente invisibili ai terzi, ovvero siano visibili in posizioni tanto distanti e particolari da non lasciar spazio ad un’eventuale compromissione estetica (Cass. 24-10-1978, n. 4804).

Il regolamento di condominio può vietare l’ installazione di verande

Se il regolamento di condominio vieta espressamente l’installazione di verande sia sulla facciata principale dell’edificio che su quella verso corte, l’opera è preclusa a tutti i condòmini (TAMBORRINO).

Trattandosi di opera nella proprietà esclusiva, le spese riguardanti la veranda sono totalmente a carico del proprietario.

Nel caso in cui le spese per il riscaldamento siano ripartite in base al volume, è legittima la richiesta, avanzata dagli altri condòmini, volta ad ottenere il ricalcolo dei millesimi.

Infine per quanto attiene ai bovindi, la giurisprudenza ha affermato che la costruzione di manufatti nel cortile comune di un fabbricato condominiale è consentita al singolo condòmino solo se non alteri la normale destinazione di quel bene, non anche quando si traduca in corpi di fabbrica costruiti in aggetto (quali sono i bovindi), con conseguente incorporazione di una parte della colonna d’aria sovrastante ed utilizzazione della stessa a fini esclusivi (Cass. 13-4-1991, n. 3942).

La Community AziendaCondominio - Chi siamo

La Community AziendaCondominio – Chi siamo

Mailing list Community AziendaCondominio

Mailing list Community AziendaCondominio

Mailing list Community AziendaCondominio

Segui la Community AziendaCondominio su Twitter

Chi siamo

Mi chiamo Antonio Azzaretto. Sono titolare dello studio Antonio Azzaretto. Accetto incarichi di amministratore di condominio.

Ho fondato la Community AziendaCondominio.

Ci proponiamo di essere un autorevole alleato e un punto di riferimento per il mondo del condominio.

La nostra Community, tra l’ altro, ha l’ obiettivo di essere una fonte di informazioni precisa ed attendibile per tutti i condòmini.

Inoltre, ci teniamo a rivolgerci anche a tutti gli amministratori di condominio che intendono utilizzare il nostro marchio: Contattateci se volete proporvi alle comunità residenziali come amministratori iscritti alla nostra Community.

Per ciò che mi riguarda, sono iscritto all’ albo dei Commercialisti ed Esperti contabili di Milano.

Tra le diverse attività, sono iscritto alla commissione di studio dei Commercialisti di Milano, la quale ha l’obiettivo di occuparsi di condominio e di amministrazione immobiliare.

Svolgo con passione attività di consulente di azienda per le comunità residenziali che abitano in condominio.

Essendo esperto in materie contabili ed aziendali, assumo incarichi di revisore della contabilità ai sensi dell’ art. 1130 bis del codice civile.

Talvolta scrivo articoli professionali in tema di condominio su RATIO.

Contattami su linkedin, su facebook, su twitter

Governo della casa - La Community AziendaCondominio

Governo della casa – La Community AziendaCondominio

 

Lascia un commento