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Una decisione difficile

Una decisione difficile

Stasera credo di avere preso coscienza di essere ancora “infantile”. E forse stasera ho fatto un primo passo – sgradevole e necessario – verso la maturazione.

Sono appena tornata dalla riunione condominiale straordinaria, indetta per decidere in merito a vicende complesse che riguardano la portineria.

La custode (in servizio nel condominio da 28 anni, io ci abito solo dal 2003) ha subito un intervento di protesi all’anca che ha avuto complicazioni che hanno prolungato le cure e la degenza fino ad oggi: colpita da un virus, ha subito altri interventi successivi di pulizia della ferita e della protesi, e la riabilitazione si sta protraendo per tempi lunghi.

L’ordine del giorno della riunione era la richiesta della custode di 3 mesi di aspettativa (non retribuita) al fine di procedere alla richiesta della pensione di invalidità (secondo quanto riferitoci, in quanto impossibilitata a continuare a svolgere il lavoro, faticoso, comprensivo di pulizia dello stabile). L’eventuale negazione della aspettativa avrebbe comportato la lettera – da parte del condominio – di obbligo di rientro sul lavoro ed il successivo licenziamento (con tre mesi pagati di preavviso), per oggettiva impossibilità di ripresa del lavoro da parte della custode. Da quello che ho potuto comprendere, questa procedura non va a compromettere il recepimento della pensione di invalidità.

Insomma l’assemblea si è trovata a dover prendere una decisione veramente difficile, con dati poco chiari in mano (ed un imminente rinnovo del contratto della Cassa Portieri, che porta con sé incognite dovute a mediazioni con casse edili, sindacati, ecc.), e dovendo gestire anche una situazione emotiva abbastanza consistente.

Con grandissima fatica io ed altri (alcuni dei quali legati anche da amicizia alla portinaia), abbiamo votato “no” alla richiesta di aspettativa.

Ossia, abbiamo ufficialmente avviato le procedure di licenziamento.

Perchè? Perchè – dopo consulto difficile – l’opzione “preavviso pagato di 3 mesi” era la più legalmente certa, evitando il rischio di impantanarsi in catenacci contrattuali ignoti e difficili da gestire.

So che può sembrare assurdo, ma è stata una delle decisioni più difficili che io abbia mai preso.

Insieme ad altri mi sono assunta il peso e la responsabilità di avviare le procedure di licenziamento di una persona.

E, paradossalmente, trattandosi di una decisione di impatto emotivo relativo, il fatto che mi sia costato così tanto (anche agli altri condomini è costato molto) mi ha fatto riflettere su quanto io abbia a che fare con reali difficoltà di vita.

Ho preso coscienza che tutti i bei discorsi che faccio di “congruenza” e “assunzione di responsabilità” non hanno mai visto una reale applicazione emotiva.

Si, mi sono assunta responsabilità di decisioni tecniche.

Si, mi sono assunta responsabilità di conduzione di lavori.

Si, mi sono assunta responsabilità di conduzione di cantieri.

Ho fatto “tirate morali” ad altri su cose è giusto e cosa è sbagliato.

Ma decidere della sorte professionale di una persona è tutto un altro discorso. Anche se questa persona ha una incidenza relativa nella tua vita.

In modo disagevole questa sera sono maturata: davanti ad un problema di difficile soluzione e di conflitto etico e morale, sono stata costretta a confrontarmi con altre persone, sono stata costretta a ragionare anche egoisticamente (tutelando i miei interessi, abbandonando l’altruismo adottato per ottenere affetto e considerazione in cambio) e sono stata costretta a prendere una decisione piuttosto difficile.

Questo episodio, a conclusione di una giornata durante la quale ho assistito ad una riunione tecnica di alto livello (l’esame di un progetto sanitario importante da parte della Unità Tecnica Lavori Pubblici), dove mi sono dovuta confrontare pesantemente con mie convinzioni limitanti su persone che disprezzavo, ma che in realtà semplicemente invidiavo perchè sono lì dove vorrei essere io, e che invece ho apprezzato per le loro capacità negoziali che io mi posso solo sognare (allo stato attuale), mi ha fatto riflettere (e mi sta facendo riflettere tuttora).

Crescere a volte comporta pagare pedaggi un po’ pesanti. Comporta prendere atto di propri atteggiamenti estremisti infondati ed ingiustificati. Comporta prendere decisioni difficili.

Oggi forse sono cresciuta un pochino. E forse ho anche imparato alcune cose nuove ed importanti.
http://barbaraolivieri.com/2011/10/12/p … decisioni/

grandeindio:
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