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Un aiuto per il movimento cinque stelle

Non nascondo che sono simpatizzante del movimento; soprattutto mi piacciono le persone che conosco e che lavorano per il movimento.

Per questo vorrei condividere con voi questo articolo preso da http://www.byoblu.com che a mio giudizio coglie nel merito le ingiustizie che i media nazionali stanno orchestrando per limitare i consensi che spero saranno numerosi alle prossime elezioni.

….segue articolo:

Federica Salsi e Giovanni Favia non avevano "altre idee" su programmi o progetti da realizzare all’interno del Movimento Cinque Stelle: per quello esistono piattaforme locali che ogni gruppo utilizza per far emergere e poi votare le singole proposte, la maggior parte delle quali sono assolutamente sconosciute sia a Grillo che a Casaleggio. Per esempio, il gruppo del Movimento Cinque Stelle della Regione Lombardia sta costruendo il suo programma regionale online, oltre che le sue personali primarie, senza che nessuno ci metta becco (e nessuno li intervista). Anzi Grillo, a differenza di Bersani che organizza "parlamentarie" dove la maggior parte dei seggi sono già assegnati alla solita vecchia nomenclatura di partito, non conosce che pochissimi di quelli che si sono candidati alle Parlamentarie del Movimento Cinque Stelle e che poi hanno vinto.

Quello che la Salsi e Favia hanno fatto, con tutti i distinguo del caso, non era avere "altre idee" su programmi da proporre costruttivamente, ma era avere "altre idee" su cosa dovesse essere il Movimento, ovvero volevano farne un’altra cosa, forse più funzionale alle loro esigenze personali. Per esempio, immagino che il limite dei due mandati potesse andare stretto. O magari, la possibile realizzazione di strutture di potere intermedio, come organi dirigenziali che sarebbero presto diventati gangli distributori di prebende, benedizioni e scomuniche. Ma sopattutto, hanno definito Grillo, Casaleggio e il Movimento Cinque Stelle in tutti i modi possibili, da feroci dittatori a Scientology, passando per interviste "presumibilmente" rubate, a dichiarazioni spontanee, a ospitate su tutti i media compiacenti, alla faccia dell’uno vale uno. In un "partito", per molto meno e molto prima, sarebbero stati cacciati via a calci.

Già, perché in altri "partiti" non si viene cacciati perché si violano punti precisi dello statuto, ma anche solo perché si denunciano attività palesemente illegali del partito stesso, anche se si definisce "democratico" (come una certa democrazia d’altri tempi, mai estinta, si definiva "cristiana"), per le quali si verificano epurazioni di massa che al confronto le fosse ardeatine erano niente (con tutto il rispetto per le vittime di quella disgraziata parentesi storica). Oppure perché semplicemente, come è accaduto ad alcuni colleghi sindaci di Renzi, in Toscana, non si è d’accordo con il club di affari (quelli veri) che si scambiano le figurine per costruire la TAV.

Conti alla mano, gli attivisti del Movimento Cinque Stelle cui Grillo ha ritirato l’uso del simbolo saranno una decina o giù di lì. Il totale degli attivisti è invece di 250mila persone. Parliamo dello 0,004 per cento. Di cui neppure sono state richieste le dimissioni, perché continuano a fare il loro lavoro. Se fate attenzione, sono sempre loro: Favia, Salsi, Tavolazzi (ex Partito Comunista Italiano, tanto per capirci sul modo di intendere la gestione della politica), declinati dai media in tutte le salse e riproposti con interviste continue, ossessive, quasi quotidianamente. Abbiamo capito che loro "dissentono" ma, se me lo consentite, c’è dell’altro? Dopo vent’anni di Berlusconi e di democrazia violata a livello istituzionale, dopo trent’anni di Piano di Rinascita Democratica che ha palesemente raggiunto l’obiettivo di annullare ogni forma di opposizione, mediante un simulacro bipartitico che doveva "dare l’illusione della democrazia" (guardatevi Il Discepolo 1816), dopo tonnellate di vere epurazioni da parte di tutti i partiti di ogni ordine e grado, di cui la maggior parte "epurazioni a monte", cioè l’impossibilità stessa di tesserarsi se non si dimostra assoluta e cieca conformità ai valori della spartizione dei fondi e del potere, vassalleggiando a destra e a manca, adesso vuoi vedere che il problema fondamentale di tutti i media è quello 0,004 percento di persone allontanate in maniera trasparente, cioè mediante pubblicazione in rete e senza aspettare sagaci e costose inchieste ad orologeria di qualche giornalista con la schiena dritta, ma orientata a piacere?

Come mai tutta questa attenzione sconfinata verso lo 0,004% di un Movimento che ha fatto eleggere i suoi candidati al Parlamento, quando tutti gli altri hanno solo "nominati", e che ha rifiutato centinaia di milioni di euro in rimborsi elettorali, ragion per cui ora è chiaramente in affanno nella realizzazione dei progetti tecnici a sostegno (come le piattaforme di partecipazione condivise a livello nazionale, che arriveranno presto)? Qui non è questione di essere di parte, qui è questione di avere senso di equità e giustizia. E’ questione di accendere quel residuo di capacità critica che 60 anni di televisione potrebbero non avere ancora annichilito del tutto e rimetterlo in funzione. Il Movimento Cinque Stelle è libero di stabilire i suoi progammi e i suoi rappresentanti in completa e totale autonomia. Ma è come un’autostrada: sei libero di farvi transitare sopra le merci che preferisci, di stabilire a che velocità andare e dove dirigerti, ma non puoi metterti a spaccare i guard rails, così come all’interno di una cellula esiste il libero scambio di elementi con l’esterno, secondo i principi dell’osmosi, ma esiste comunque una membrana che la identifica e non la puoi smantellare a tuo piacimento senza uccidere la cellula stessa e il suo dna interno.

Guardate e fate vedere il video qui sotto a tutti: se non siete completamente disonesti, soprattutto con voi stessi, non potrete riconsiderare le cose nella loro giusta prospettiva.

grandeindio:
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