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Un 2011 di trepidazione e speranza

Cari amici, …buon anno!

Vi auguro ogni bene per il prossimo anno.

Siamo alla conclusione del primo decennio del 2000; pertanto vorrei condividere con voi la mia visione economica del prossimo futuro, poichè a mio giudizio ne vedremo delle belle.

Per analogia, dovete immaginarvi di stare sotto un’ enorme diga di denaro; una grande muraglia creata dalla Fed per proteggere i mercati finanziari dalla caduta libera a cui sono destinati.

Questa gigantesca protezione serve, tra l’ altro, anche per mantenere il valore del dollaro americano, che oggi è fortemente a rischio di inflazione.

Ma ricordiamo brevemente come siamo arrivati a questo punto:

Nel 1944 a Bretton Wodds, avvenne la conferenza internazionale che prese la decisione di eleggere il dollaro americano come valuta principale di riferimento per il commercio mondiale.

Questa convenzione funzionò abbastanza bene fino al 1971, poichè fino a quel momento, vi era un riferimento teorico al valore dell’ oro, poichè il dollaro americano era convertibile in oro.

Il 15 agosto 1971, a Camp David, il presidente statunitense Richard Nixon, annunciò unilaterlmente la sospensione della convertibilità del dollaro in oro.

A causa di questa decisione, nel dicembre del 1971 venne firmato l’accordo Smithsonian Agreement, che mise fine agli accordi di Bretton Woods, svalutando il dollaro e dando inizio alla fluttuazione dei cambi.

Lo standard aureo fu quindi sostituito da un sistema di cambi flessibili.

Da allora fino ad oggi, la supremazia del dollaro è stata garantita soltanto dalla forza politica ed economica del grande stato americano.

Ma oggi gli USA sono pieni di debiti con il resto del mondo, che per questo motivo si ritrova in mano una montagna di biglietti verdi il cui valore è sempre più incerto.

Per questo la diga che protegge il valore del dollaro dall’ inflazione è sempre più fragile, e mostra delle crepe sempre più vistose.

La crepa più profonda si può notare nel valore del petrolio che è in costante ascesa: Oggi è quotato a 91 dollari al barile.

Questo incremento è dovuto (tra l’ altro), alla perdita costante di valore del dollaro americano, poichè il greggio è prezzato in dollari.

Proprio perchè il petrolio è prezzato in dollari, tutto il mondo è costretto ad accollarsi il peso dell’ inflazione del dollaro americano, poichè questa situazione causa un aumento artificiale del prezzo del greggio.

D’ altro canto, pure il popolo americano vede il prezzo del greggio e di svariati altri prodotti di consumo che aumenta costantemente, mentre gli stipendi, invece, ristagnano e il potere di acquisto diminuisce.

Io credo che quando la quotazione del greggio supererà i 100 dollari al barile entreremo di nuovo in zone pericolose e inesplorate come è già successo nel 2008.

Un’ altra crepa da guardare con attenzione è il prezzo dell’ oro che continua a crescere; poichè si tratta di un bene rifugio, ed è probabile che ci siano sempre più investitori che cercano di proteggersi dai rischi di inflazione acquistando oro.

Infine c’ è la crepa costituita dal totale delle riserve in valuta USA che sono conservate nello stato Cinese, che potrebbero tendere a ridursi da qui in avanti.

Ecco che per tutti questi motivi, la diga che protegge il valore del dollaro dall’ inflazione potrebbe ben presto cedere!

Ossia il valore del dollaro si ridurrà sempre più velocemente, in proporzione alla velocità con cui i possessori stranieri di dollari cercheranno di disfarsi dei biglietti verdi che progressivamente perderanno sempre di più il proprio valore commerciale.

Forse l’ Euro si salverà da questo cataclisma finanziario, ma non è sicuro per nulla; anzi è probabile che l’ Unione Europea non riuscirà a reggere l’ impatto di una veloce frenata dell’ Economia USA.

Di seguito vi segnalo un video prodotto da un esperto di finanza USA, che tratta di questa situazione in modo disincantato.

Il video è in inglese, ovviamente, ma vi consiglio lo stesso di cercare di capire, perchè è importante valutare la situazione dal punto di vista americano:

…Ed ora le buone notizie:

Il valore dell’ economia è conservato nei legami sociali che ci procuriamo vicino a dove abitiamo.

E’ sempre stato così, ma nel prossimo futuro saremo costretti a ricordarcelo, perchè la finanza si sta incartando in un oceano di numeri che hanno sempre meno senso, e prima o poi gli stessi operatori finanziari che fino ad oggi hanno speculato, suoneranno la fine della ricreazione e ci metteranno davanti il conto da pagare.

Le comunità residenziali potranno difendersi da questa distruzione di valore finanziario soltanto se sapranno creare abbastanza legami relazionali da opporre alle difficoltà economiche che sorgeranno.

Abbiamo davanti a noi un periodo difficile, ma abbiamo anche la possibilità di approfittarne per migliorare sia la qualità delle relazioni sociali, sia la convenienza dei rapporti commerciali con chi produce valore economico vicino a casa nostra.

In particolare le Comunità residenziali che abitano in condomìnio avranno la possibilità di riunirsi in network organizzati per il mutuo soccorso, quando l’ economia costringerà tutti a cercare delle soluzioni per rimediare ai problemi economici che diventeranno contingenti; in questo la Community AziendaCondomìnio gli fornirà l’ assistenza che sarà necessaria.

Non a caso ho costituito la Community proprio nel 2006, quando la situazione economica mondiale mostrava già le prime incrinature.

Concludo questo articolo scrivendo che spero di sbagliarmi con tutte le mie forze; spero che ciò che ho scritto sia soltanto una mia invenzione, e se sbaglierò le mie previsioni io per primo ne sarò il più felice.

Buon anno a tutti voi e alle vostre famiglie!

grandeindio:
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