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In attesa della tempesta perfetta, gli economisti sono confusi

Cari amici, c’è una tempesta perfetta in arrivo.

 

Viviamo in un tempo incerto, in cui gli operatori finanziari vivono alla giornata.

Finchè ci sono i soldi, chi può investe, ma tutti sono consapevoli che la festa sta per finire.

Pertanto gli operatori finanziari stanno tutti attentissimi per poter uscire dalle posizioni appena prima del tracollo.

Ma, d’ altra parte, nessuno ha la certezza di ciò che succederà.

Ciò che invece sono evidenti sono i punti di criticità del sistema.

I limiti dei mercati globali che ridurranno le aspettative degli operatori a ciò che la realtà impone come evidenza.

Il dollaro ha oramai raggiunto un valore indefinito, una sorta di quota stabilmente elevata.

Infatti tutti sono consapevoli che questo valore non potrà per sempre restare ancorato a ciò che la Fed vuole.

Questa debolezza tendenziale del biglietto verde è connessa alla rincorsa dei prezzi del petrolio, perchè il mondo prezza il greggio in dollari.

Questa situazione non potrà durare per sempre.

Soprattutto perchè i fattori di incremento del valore del petrolio non dipendono soltanto dall’ inflazione, ma anche dalla progressiva riduzione del volume di produzione mondiale.

Inoltre dall’ altrettanto progressivo incremento di consumo del greggio da parte delle economie emergenti.

Infine è importante notare che tutte le banche centrali del mondo stanno facendo quanto possibile per tenere molto bassi i tassi di interesse.

Per analogia, è come se si volesse schiacciare il più possibile del gas dentro una bottiglia.

Prima o poi il sistema si equilibrerà improvvisamente, dando il giusto valore al dollaro, il giusto prezzo al petrolio, e la giusta ristrutturazione al debito pubblico mondiale.

Quando succederà questo movimento? Gli economisti non ce lo dicono; d’ altra parte non hanno neanche previsto la crisi del 2008.

Per ciò che mi riguarda questa mentalità economista io non l’ ho mai sopportata.

Il sole 24 ore – Tempesta perfetta

All’apice della crisi finanziaria, la regina d’Inghilterra rivolse ai miei colleghi della London School of Economics una domanda semplice, che non ha però una facile risposta:

Perché gli economisti accademici non sono riusciti a prevedere la crisi?

Di risposte ce ne sono state numerose.

Una è che gli economisti non disponevano di modelli in grado di rappresentare il comportamento che portò alla crisi.

Un’altra è che erano accecati da un’ideologia secondo cui il libero mercato non avrebbe potuto fare del male.

Tempesta perfetta

Tempesta perfetta

 
Infine, la risposta che ora va per la maggiore, ossia il sistema li avrebbe corrotti affinché rimanessero in silenzio.
 

A mio avviso, la verità risiede altrove.

 
È falso ammettere che noi accademici non avessimo a disposizione utili modelli per spiegare cosa stesse accadendo.
 
Chi teme che la crisi sia stata innescata da una carenza di liquidità non sa che avevamo numerosi modelli in grado di analizzare queste carenze e le relative ripercussioni sulle istituzioni finanziarie.
 
Chi teme che la colpa sia degli avidi banchieri e degli avventati investitori, ingannati dalla promessa di un salvataggio del governo, o di un mercato impazzito per esuberanza irrazionale, non sa che avevamo studiato anche tutto ciò nei minimi dettagli.
 
Gli economisti hanno anche analizzato la politica economica di regolamentazione e deregolamentazione, quindi avremmo potuto comprendere i motivi per cui i politici americani spingevano il settore privato a finanziare progetti edilizi, mentre altri deregolamentavano la finanza privata.
 
Eppure, per qualche motivo, non abbiamo reso noto ciò che sapevamo e non abbiamo mostrato e urlato in coro i nostri ammonimenti.
 
Forse il motivo era l’ideologia: eravamo troppo convinti che i mercati fossero efficienti, i suoi partecipanti razionali e che i prezzi elevati fossero giustificati dai fondamentali economici.
 
Tuttavia, alcune critiche relative al “fondamentalismo del mercato” riflettono un equivoco.
 
La dominante “teoria dei mercati efficienti” afferma solo che i prezzi dei titoli riflettono le informazioni pubblicamente disponibili e che è difficile ottenere performance costantemente superiori a quelle medie del mercato:
 

Fatto vero, considerato il colpo subito dalla maggior parte degli investitori durante la crisi.

 
La teoria non asserisce che i mercati non possano crollare in caso di informazioni negative o di avversità al rischio da parte degli investitori.
 
A detta dei critici, i fondamentali si stavano deteriorando sotto gli occhi di tutti, e il mercato e gli economisti lo ignoravano.
 
Ma il senno di poi distorce l’analisi.
 
A riprova del fatto che la verità venisse ignorata non possiamo indicare una solitaria “Cassandra” come Robert Shiller dell’Università di Yale, il quale continuava a sostenere che i prezzi degli immobili fossero insostenibili.
 
Gli oppositori ci sono sempre, e spesso sbagliano.
 
Erano molto più numerosi gli economisti secondo cui i prezzi degli immobili, per quanto elevati, non sarebbero mai crollati su tutta la linea.
 
Naturalmente, tali aspettative potrebbero essere state distorte dall’ideologia – è difficile capire cosa passasse nella mente degli economisti.
 
Ciò nonostante, c’è una ragione migliore per essere scettici rispetto alle spiegazioni che si affidano all’ideologia.
 
In quanto gruppo, né gli economisti comportamentali, secondo cui l’efficienza dei mercati è una cosa ridicola, né gli economisti progressisti, che diffidano dei mercati liberi, hanno predetto la crisi.
 

Che si tratti di corruzione?

 
Alcuni economisti accademici offrono consulenze a banche o agenzie di rating, tengono discorsi alle conferenze per gli investitori, fungono da testimoni esperti e conducono ricerche sponsorizzate.
 
Sarebbe naturale sospettare di condizionamenti da parte nostra, siano essi impliciti o espliciti.
 
Nel primo caso, la nostra visione del mondo è plasmata da ciò in cui credono i nostri amici del settore; nel secondo, un economista potrebbe scrivere un report influenzato da ciò che uno sponsor vuole sentire, o dare una testimonianza che è puramente mercenaria.
 
Ci sono sufficienti esempi di possibili condizionamenti da non poter ignorare la questione.
 
Un rimedio sarebbe quello di bandire tutte le interazioni tra economisti e mondo societario.
 
Tuttavia, se fossimo confinati nella torre d’avorio, potremmo sì essere liberi da condizionamenti, ma ignoreremmo anche i fatti concreti – e quindi saremmo ancor meno capaci di predire i problemi.
 
Un modo per ripristinare la fiducia potrebbe essere la trasparenza – gli economisti potrebbero dichiarare di effettuare una particolare analisi dietro compenso, e più in generale, spiegare da chi sono pagati.
 

Una serie di università si sta muovendo in questa direzione.

 
Credo, però, che la corruzione non sia la ragione principale per cui la categoria abbia sottovalutato la crisi.
 
Numerosi economisti interagiscono poco con il mondo societario, e pur essendo “imparziali” non sono stati capaci di predire la crisi.
 
A mio avviso, sono tre i fattori che spiegano fondamentalmente il nostro fallimento collettivo:
 
Specializzazione, difficoltà nel fare previsioni e allontanamento di numerosi economisti dal mondo reale.
 
Come la medicina, l’economia è fortemente suddivisa in categorie – i macroeconomisti solitamente non fanno attenzione a ciò che studiano gli economisti finanziari o immobiliari e viceversa.
 
Eppure, per prevedere l’arrivo della crisi sarebbe servito qualcuno che conoscesse ognuna di queste aree – esattamente quello che serve a un buon medico generico per riconoscere una malattia esotica.
 
Dal momento che la categoria premia solo un’analisi attenta, solida, ma necessariamente ristretta, pochi economisti cercano di abbracciare i sotto-settori.
 

Anche se lo facessero, si tirerebbero indietro dal predire la crisi.

 
Il vantaggio principale degli economisti accademici rispetto a coloro che fanno previsioni per professione potrebbe essere la loro maggiore consapevolezza delle relazioni fondate tra i fattori.
 
Ciò che è più difficile da prevedere, però, sono i punti di svolta – ossia i momenti in cui si spezzano le vecchie relazioni.
 
Esistono alcuni fattori in grado di segnalare i punti di svolta – la corsa al rialzo nella leva finanziaria a breve termine e nei prezzi degli asset, ad esempio, spesso presagisce una bassa congiuntura – ma non sono infallibili nel predire i problemi che verranno.

Le magre gratifiche professionali, unite all’imprecisione e al rischio reputazionale associati alle previsioni, spingono la maggior parte degli economisti a scostarsi dal mondo reale.
 
Potrebbe anche esserci un altro motivo:
 
Gli economisti accademici non hanno molto da dire in merito ai movimenti economici a breve termine, e quindi preferiscono lasciare le previsioni, con tutti gli errori, a coloro che se ne occupano per professione.
 
Il pericolo è che scostarsi dagli eventi a breve termine induca gli economisti accademici a ignorare le tendenze a medio termine di cui potrebbero occuparsi.
 
Se così fosse, la vera ragione per cui gli accademici non hanno previsto la crisi potrebbe non risiedere nei modelli inadeguati, nell’accecamento ideologico o nella corruzione, ma in qualcosa di decisamente banale e preoccupante:
 
Molti non ci hanno semplicemente fatto caso!
 
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Mi chiamo Antonio Azzaretto. Sono titolare dello studio Antonio Azzaretto. Accetto incarichi di amministratore di condominio.

Ho fondato la Community AziendaCondominio.

Ci proponiamo di essere un autorevole alleato e un punto di riferimento per il mondo del condominio.

La nostra Community, tra l’ altro, ha l’ obiettivo di essere una fonte di informazioni precisa ed attendibile per tutti i condòmini.

Inoltre, ci teniamo a rivolgerci anche a tutti gli amministratori di condominio che intendono utilizzare il nostro marchio: Contattateci se volete proporvi alle comunità residenziali come amministratori iscritti alla nostra Community.

Per ciò che mi riguarda, sono iscritto all’ albo dei Commercialisti ed Esperti contabili di Milano.

Tra le diverse attività, sono iscritto alla commissione di studio dei Commercialisti di Milano, la quale ha l’obiettivo di occuparsi di condominio e di amministrazione immobiliare.

Svolgo con passione attività di consulente di azienda per le comunità residenziali che abitano in condominio.

Essendo esperto in materie contabili ed aziendali, assumo incarichi di revisore della contabilità ai sensi dell’ art. 1130 bis del codice civile.

Talvolta scrivo articoli professionali in tema di condominio su RATIO.

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Governo della casa - La Community AziendaCondominio

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La Community AziendaCondominio – Articoli di approfondimento – Tempesta perfetta

Consorzio AziendaCondominio

Cari amici, Fare il consorzio spetta a voi! Io posso solo aiutarvi. Ho speso gli ultimi anni della mia vita a credere in questo progetto… e vi confesso che è stato esaltante. Ho imparato un sacco di cose sulla gestione del condominio (… che è il mio lavoro), e su come si comporta la gente (… che è la mia passione). A questo punto sono riuscito ad immaginare un’ organizzazione diversa da quella che siamo abituati a vedere, che potrebbe dare dei vantaggi concreti alle comunità residenziali che abitano in condominio. …leggi tutto.

Intervista all’ amministratore sul progetto consorzio AziendaCondominio

Nel mese di giugno 2019 ho rilasciato un intervista sul progetto Consorzio AziendaCondominio che intendo realizzare. …leggi tutto. – Tempesta perfetta

Mandato per amministrazione di condominio

Il mandato per amministrazione di condominio è finalizzato a descrivere i diversi compiti affidati dalle leggi in vigore alla figura legale denominata “amministratore di condominio”. Inoltre a concordare un valore economico da corrispondere ai professionisti nominati per svolgere le funzioni di amministratore. Per questo motivo,  di seguito descrivo le aree di competenza che comprendono il mandato di amministrazione del condominio. …leggi tutto.

Fascicolo di assemblea ordinaria

Il fascicolo di assemblea da consegnare ai condòmini insieme all’ avviso di convocazione dell’ assemblea per l’ approvazione è formato dai documenti seguenti, da allegare con l’ ordine che segue: …leggi tutto.

Riepilogo finanziario

L’ art. 1130 bis del codice civile tra l’ altro, dispone quanto segue: Il rendiconto condominiale contiene “le voci di entrata e di uscita ed ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio, ai fondi disponibili ed alle eventuali riserve, che devono essere espressi in modo da consentire l’ immediata verifica”. Pertanto la norma arriva a definire la situazione patrimoniale descrivendo le voci che deve contenere: …leggi tutto.

Lettera ai condòmini

Spesso, osservando i condomini che si presentano in assemblea di condominio, penso ad una storiella su un tizio che bussa alla porta di suo figlio: “Gennaro”, …dice “Svegliati!”. Gennaro risponde: “Non voglio alzarmi papà”. Il padre urla: “Alzati, devi andare a scuola!”. Gennaro dice: “Non voglio andare a scuola”. “E perchè no?”, chiede il padre. “Ci sono tre ragioni”, risponde Gennaro. “Prima di tutto è una noia, secondo, i ragazzi mi prendono in giro; terzo, io odio la scuola”. E il padre dice: “Bene, adesso ti dirò io tre ragioni per cui devi andare a scuola: Primo perchè è tuo dovere; secondo perchè hai quarantacinque anni, e terzo perchè sei il preside”. Svegliatevi, svegliatevi siete adulti! Siete troppo grandi per dormire. …leggi tutto.

Amministratori di condominio truffaldini, …o idealisti

Amministratori di condominio truffaldini, state attenti, perchè la situazione economica che stiamo vivendo è molto pesante. … E’ meglio diventare idealisti. La realtà economica che stiamo vivendo ci porta forzatamente a stare attenti a ciò che ci succede, e a ciò che accade nella società che ci circonda. Mi accorgo che gli amministratori di condominio sono sempre più pressati dagli artigiani in crisi, che fanno di tutto per lavorare. La totale mancanza di controllo interno di gestione e di consapevolezza, rende i condomini esposti ad aumenti incontrollati delle spese. …leggi tutto.

Funzionamento distorto del mercato condominiale

Il funzionamento distorto del mercato deriva dalla mancanza di un efficace controllo interno della gestione condominiale. Inoltre deriva dall’ eccessivo potere politico attribuito dalla legge all’ amministratore condominiale, che invoglia (incentiva) i fornitori a pagare tangenti all’ amministratore, al fine di ottenere i contratti da parte del condominio. …leggi tutto.

Democrazia in condominio

Cari amici, credo che il condominio sia una scuola di democrazia. L’ amministratore ha il privilegio di studiare come i gruppi sociali esprimono le proprie maggioranze al fine di prendere le decisioni comuni. Inoltre ogni amministratore è sempre in campagna elettorale… una volta eletto ha a che fare con i favorevoli e i contrari. Conosco simpatizzanti della Community AziendaCondominio che ogni anno mi chiedono il preventivo con la speranza di costituire una maggioranza qualificata per eleggermi… e non ci riescono perchè il “reggente” conta su uno zoccolo duro di simpatizzanti che non trovano sufficienti motivazioni per cambiare. …leggi tutto.

Amministratore di condominio e potere politico

L’ amministratore di condominio, se non è adeguatamente controllato dal condominio, assume il potere politico di decidere, ossia di scegliere il meglio per i propri interessi. I condomini, finora, hanno avuto un potere politico assai scarso, poichè, non avendo strumenti di comunicazione adeguati per le proprie esigenze organizzative, si sono da sempre affidati soltanto a ciò che l’ amministratore di condominio comunica e/o fa sapere. Proprio per questo motivo l’ amministratore di condominio, se vuole o se ritiene sia necessario, ha da sempre avuto il potere politico effettivo di passare sopra la volontà dei condomini, privilegiando ciò che ritiene sia opportuno per il bene comune, oppure sia meglio per il proprio tornaconto personale. …leggi tutto. – Tempesta perfetta

Amministratore di condominio e buone ragioni

Di seguito pubblico in forma anonima una e-mail che ho ricevuto stanotte. E’ la voce di un amministratore di condominio che mi scrive “con il cuore in mano”, il quale descrive il mercato dal suo punto di vista; ho sentito questi argomenti tantissime volte da quando ho fondato la Community AziendaCondomìnio. …Buona lettura: …leggi tutto.

Controllo interno della gestione condominiale

Un Sistema di Controllo Interno della gestione condominiale (SCI) ha come obiettivo e priorità il governo dell’azienda (ossia del condominio), attraverso l’individuazione, valutazione, monitoraggio, misurazione e mitigazione/gestione di tutti i rischi di gestione, coerentemente con il livello di rischio scelto/accettato dal vertice aziendale (ossia dell’ assemblea dei condòmini). Il fine ultimo del SCI (Sistema di controllo interno della gestione condominiale) è il perseguimento di tutti gli obiettivi aziendali (di gestione condominiale). …leggi tutto. – Tempesta perfetta

Nozione di organizzazione condominiale – Governo della casa

Si intende “organizzazione condominiale” la struttura di personale, strumenti tecnici e procedure che governa la gestione del condomìnio, la quale è a servizio di tutti i soggetti che sono interessati alla gestione dei beni comuni: I residenti, i condòmini, i consiglieri, i dipendenti assunti, i fornitori di beni e/o servizi, i professionisti incaricati dall’ assemblea (Ragionieri, geometri, avvocati, commercialisti, architetti, etc…etc…). L’ organizzazione condomìniale è a servizio del legale-rappresentante amministratore, controlla la qualità e la trasparenza della gestione, garantisce che i servizi condominiali siano svolti rispettando gli accordi stabiliti con i fornitori, i tecnici e i professionisti di fiducia dei condòmini. …leggi tutto. – Tempesta perfetta

Sistemi di gestione organizzativa dell’ amministratore

I sistemi di gestione organizzativa (ossia i servizi amministrativi, tecnici e di rappresentanza legale) affidati, per legge, alla figura legale che conosciamo con il termine “amministratore di condomìnio”, fino ad oggi, sono rimasti tutti accorpati in modo confuso all’ interno dell’ organizzazione di studio dell’ Ente istituzionale in oggetto (l’ amministratore), e sono stati organizzati utilizzando quasi tutte le forme giuridiche previste dal Codice Civile (Professionista individuale, associazione professionale, società di persone, società di capitali). …leggi tutto.

Nozione di impresa

Tenendo conto che questo sito può essere letto anche da persone non specializzate nelle materie economiche, vorrei spiegare a chi legge con un linguaggio semplice e non tecnico che cosa sono le IMPRESE, poiché spesso questo concetto è espresso in modo complicato per i non addetti ai lavori. …leggi tutto.

Governo della casa – Cosa vuol dire amministrazione?

Amministrazione è l’insieme delle decisioni, azioni e mansioni, a livello impiegatizio e dirigenziale, necessarie per gestire un’ organizzazione. Tutte quelle azioni, grandi e piccole, che formano un’ organizzazione. (es. scrivere e rispondere alla corrispondenza, archiviare, mettere in pratica le direttive, ecc). La parola deriva dal latino minister, servire. …leggi tutto.

Governo della casa – Economia relazionale

Economia relazionale: Studia le materie economiche dal punto di vista dello scambio di valore umano, della solidarietà e della condivisione. Si differenzia dall’ economia “classica” perchè non considera preminente lo scambio di valore monetario. In particolare si occupa di valorizzare le comunità residenziali, le quali oggi sono escluse dall’ economia “classica”, poiché la produzione delle aziende relazionali non rientra nei calcoli che formano il PIL (Prodotto Interno Lordo). …leggi tutto. Tempesta perfetta

Rassegna stampa web

Blog di informazione e di critica politica e sociale, Rassegna stampa web (Mazzetta); siti di informazione dei principali quotidiani, Approfondimenti su fede e religione, Approfondimenti su politica, cultura, ed economia. …leggi tutto. – Tempesta perfetta

La vita è il viaggio

Ho una notizia da darvi… la vita non è la meta, la vita è il viaggio. La vita è il procedimento, non è arrivare a destinazione! Ci sono momenti della vita in cui non si può fare a meno di partire. Si vorrebbe a tutti i costi restare a vivere le piccole cose di ogni giorno, ma l’ amore ti chiama, la vita ti cambia i pensieri, il mondo ti cade addosso, e ci si sveglia. Con dolore si raccolgono le poche cose che servono per esistere, e si riparte! Soltanto dopo ci si accorge che il cambiamento era l’ unica scelta possibile. Si è contenti di vivere il cambiamento dopo che siamo migliorati. …leggi tutto. – Tempesta perfetta

A che ora comincia la rivoluzione?

Rivoltando i pensieri, questa mattina ho un leggero brivido!
Il lavoro mi insegue, ma io sono più veloce e posso iniziare tra un po’. Dopo colazione mi accorgo che da troppo tempo mi sento oppresso dalla nostra società, che ci schiaccia con un linguaggio “compresso” e da un andamento “costretto” nelle solite ragioni ed opinioni. Mi chiedo: A che ora comincia la rivoluzione? Ma subito dopo perdo il senso della questione, e ritorno ad occuparmi di cose inutili. C’ è qualcosa di più sensato da fare che concentrarci per fare sempre più soldi, al fine di farne ancora di più? Ma che vita è? …leggi tutto. – Tempesta perfetta

La Community AziendaCondominio – Gruppo facebook

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Volantino della Community AziendaCondominio

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