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Prorogatio imperii

Dottrina

L’ amministratore dura in carica un anno, e tale durata non può essere derogata nè dalla volontà dell’ assemblea, nè da una disposizione del regolamento di condomìnio.
La cessazione dell’ incarico può avvenire per scadenza, per dimissioni o per revoca da parte dell’ assemblea o dell’ autorità giudiziaria.

In qualsiasi modo si concluda il mandato conferito dai condòmini all’ amministratore, questi rimane comunque in carica fino alla nomina del nuovo amministratore.
L’ istituto della cosiddetta "proroga dei poteri" trova fondamento nell’ interesse del condomìnio alla continuità della gestione, ed è pertanto applicabile in ogni caso in cui il condomìnio rimanga privo dell’ opera dell’ amministratore, quand’ anche la nomina sia avvenuta in forza di una delibera poi annullata dal Giudice (Cassazione, sentenza 4531/2003).

La carica

Seppur decaduto dall’ incarico, quindi, l’ amminsitratore rimane in carica a tutti gli effetti, con l’ obbligo di provvedere all’ adempimento delle incombenze e delle attribuzioni che la legge gli impone di fare per la gestione ordinaria del condomìnio, prima tra tutte quella di convocare al più presto l’ assemblea per mettere i condòmini nella condizione di deliberare la nomina di un altro amministratore.

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