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È paralizzata, risarcimento record

È paralizzata, risarcimento record
Comune e condominio condannati in appello a pagare 1,3 milioni. La donna scivolò su una grata

SASSARI. Nel giugno del 2008 scivolò su una grata metallica installata nel marciapiede di via Roma, nel tratto tra via Tempio e via Torino. Si fratturò una vertebra e restò paralizzata dal bacino in giù. Per sempre. Aveva 29 anni.

Oggi, quella donna costretta a spostarsi su una sedia a rotelle, assistita legalmente dall’avvocato Gloria Giorico, ha ottenuto, forse, la sua giustizia: la Corte d’appello ha condannato il Comune e il condominio del palazzo che sorge in quel tratto di strada a risarcire il danno subìto con 1 milione e 300mila euro, dividendo esattamente a metà la responsabilità dell’incidente.

La decisione dei giudici ha ribaltato in parte la sentenza di primo grado emessa lo scorso anno dal tribunale civile, verdetto che condannava solo il condominio proprietario del palazzo di via Roma al risarcimento per intero del danno, riconoscendo che l’incidente era stato causato dalla scivolosità delle grate usurate.

Quelle grate, essendo state installate dai costruttori del palazzo per aerare i garage sotterranei, secondo il tribunale sono da ritenersi una parte comune dell’edificio.

Il nuovo verdetto dei giudici della Corte d’appello ha stabilito che, pur essendo le grate metalliche di proprietà del condominio di via Roma 111-117,

l’amministrazione comunale ha comunque l’obbligo di controllare la sicurezza dei marciapiedi, chiunque sia il proprietario e il responsabile delle manutenzioni.

Tra l’altro in quel tratto di via Roma il marciapiede è totalmente occupato dalle grate.

La divisione della responsabilità dell’incidente non è stata accettata né dal Comune né dal condominio di via Roma, ed entrambi presenteranno un ricorso alla Corte di cassazione, nel più classico degli scaricabarile. Palazzo Ducale in questa vicenda che ha come unica vittima la donna imprigionata su una sedia a rotelle, gioca le sue carte anche contro la compagnia di assicurazioni Axa.

La sentenza della Corte d’appello stabilisce che l’Axa, con la quale il Comune di Sassari aveva stipulato un’apposita polizza, è tenuta a pagare solo il 60 per cento del risarcimento; il restante 40 per cento dovrà essere sborsato direttamente dall’amministrazione comunale.

Pur contestando la decisione della Corte d’appello, nei giorni scorsi da Palazzo Ducale, per mano del dirigente del settore Lavori pubblici e manutenzioni, Claudio Castagna, è partita l’autorizzazione alla Axa assicurazioni a effettuare il pagamento del 60 per cento dei 649mila euro che il Comune deve risarcire alla vittima della caduta.

Un versamento di 389 mila euro cui, per il momento, non farà seguito il saldo di 260mila euro che Palazzo Ducale dovrà sborsare di tasca propria.

O almeno non prima che sulla sentenza della Corte d’appello si pronunci la Cassazione, a cui la giunta comunale ha deciso proprio la scorsa settimana di presentare ricorso, mettendo in conto un costo di 19mila euro le per spese legali.
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