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Quando l’ attività di amministratore non è soggetta ad IVA

Dottrina

Compète alla Commissione tributaria l’ accertamento della situazione fiscale del contribuente: ossia se l’ attività di amministratore di condomìnio sia soggetta all’ apertura della Partita Iva, perchè svolta con mezzi organizzati e con carattere professionale.

Una adeguata sentenza della Commissione tributaria, se adeguatamente motivata, è inappellabile in Cassazione.

Questa è la sintesi del contenuto della sentenza della Suprema Corte del 1 giugno 2007, numero 12916, con la quale la Cassazione ha ribadito una volta ancora che se l’ attività di amministratore viene svolta senza l’ impiego di mezzi organizzati, non è soggetta ad IVA, e pertanto non è nemmeno necessario tenere il registro delle fatture e il registro degli acquisti.

Ciò spiega il motivo del contrasto tra alcune decisioni della Commissione Tributaria (Esempio Commissione Tributaria Centrale, luglio 1989 numero 4883), che in passato hanno sostenuto in casi specifici che la partita Iva non era necessaria, e alcune altre decisioni della cassazione che invece affermavano il contrario.

Il requisito dell’ organizzazione professionale

In questo caso trattato con sentenza n. 12916/2007, l’ amministratore aveva sostenuto che la propria attività non era svolta con mezzi organizzati, e che, pertanto, non poteva essere ritenuta attività professionale, facendo riferimento all’ articolo 5, Comma 2, Dpr 633/72.

Questa impostazione dottrinale è sostenuta da una serie di sentenze della Cassazione, la quale inquadra una possibile collaborazione coordinata continuativa nell’ attività di amministratore di condominio che consiste, come si ricava dagli articoli 1130 e 1131 del Codice Civile, in una attività intellettuale e tecnica non esclusivamente materiale.

Il reguisito dell’ impiego di mezzi organizzati (con conseguente obbligo di apertura della posizione fiscale), è sicuramente presente quando un soggetto si occupi dell’ amministrazione di una pluralità di enti condomìnio, costituiti da un elevato numero di partecipanti, non essendo pensabile che, in questo caso, l’ attività si svolga senz l’ utilizzazione coordinata di una pluralità di mezzi (calcolatrici, fotocopiatrici, computers, etc..etc…) e, quindi, senza un carattere professionale ed organizzativo efficace e adatto per queste funzioni di amministrazione.

In caso contrario, se l’ amministrazione riguarda un solo condomìnio o un numero limitato di condomìni costituiti da un numero ristretto di partecipanti, non può configurarsi un esercizio di attività professionale, con conseguenti obblighi fiscali.

 

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