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Il Papa interviene sui "preti pedofili"

Dal Papa monito sul caso pedofilia “Purificazione per la chiesa Usa”
Il Pontefice durante la messa nella cattedrale di S.Patrizio è tornato sui “preti pedofili”. Benedetto XVI ha invitato il clero americano a promuovere la cultura della vita

Cari amici,

E’ importante che ci sia un uomo che abbia il potere di lanciare messaggi universali.
Ormai gli uomini vivono in una dimensione “globale” ed è necessario pertanto trovare dei riferimenti “globali”.

E’ giusto sperare che ci siano uomini capaci di dedicare tutta la loro vita ad una “fede in Dio”, ed io ho la fortuna di conoscere diverse persone che ogni giorno cercano di vivere la loro fede in modo da essere “segno” di Dio sulla terra.

Certo i sacerdoti sono uomini, e pertanto a volte sbagliano.
Ma chi non sbaglia mai?

Certo la Chiesa dovrebbe essere più legata alla giustizia ordinaria, più legata al “mondo” quando si tratta di rendere giustizia a crimini commessi da persone religiose.
Spero che succederà!

Credere in Dio è una questione complicata.

La Repubblica

NEW YORK – “Un tempo di purificazione per ciascuno e per ogni singola chiesa e comunità religiosa”. Dopo lo scandalo degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti, è questa la cura auspicata da Benedetto XVI per la Chiesa americana. Il Papa lo ha affermato nella celebrazione che ha riunito oggi tutto il clero e i religiosi di New York nella storica cattedrale di San Patrizio. La prima messa celebrata da un papa nella chiesa sulla Quinta strada. Un vero bagno di folla per Benedetto XVI, accolto dagli applausi dei fedeli. “Sia un tempo di guarigione”, ha auspicato il Pontefice, tornato per la quinta volta in questo viaggio a parlare della “vergogna” della pedofilia. L’altra priorità indicata da Benedetto XVI al clero di New York è la difesa della vita in tutte le sue forme. “Un messaggio di speranza” in un mondo dominato da “egocentrismo, avidità e violenza”.

Il caso pedofilia. “Qui – ha esordito Benedetto XVI – nel contesto del nostro bisogno di una prospettiva fondata sulla fede e di unità e collaborazione nel lavoro dell’edificazione della Chiesa, vorrei dire una parola circa l’abuso sessuale che ha causato tanta sofferenza”. “Ho già avuto modo – ha detto il Papa – di parlare di questo e del conseguente danno per la comunità dei fedeli. Qui desidero semplicemente assicurare a voi, cari sacerdoti e religiosi, la mia vicinanza spirituale, mentre cercate di rispondere con speranza cristiana alle continue sfide presentate da questa situazione”.

“Mi unisco a voi – ha concluso nel passaggio più significativo – affinchè questo sia un tempo di purificazione per ciascuno e per ogni singola Chiesa e comunità religiosa, sia un tempo di guarigione”.

La difesa della vita. L’altra esortazione rivolta da Benedetto XVI ai religiosi americani è la difesa della vita. “La Chiesa è chiamata a proclamare il dono della vita – ha detto il Papa -, a proteggere la vita e a promuovere una cultura della vita”. “La proclamazione della vita – ha proseguito Benedetto XVI – deve essere il cuore della nuova evangelizzazione. È questo il messaggio di speranza che siamo chiamati ad annunziare e ad incarnare in un mondo in cui egocentrismo, avidità, violenza e cinismo così spesso sembrano soffocare la fragile crescita della grazia nel cuore della gente”.

Folla e applausi. Gli applausi della folla hanno salutato l’arrivo del Pontefice alla Cattedrale di St. Patrizio. Tremila i fedeli che hanno trovato posto in chiesa, mentre molti altri hanno seguito la messa dai maxischermi all’esterno. Sul sagrato della cattedrale, papa Ratzinger ha salutato il sindaco di New York Michael Bloomberg. Alla fine della messa Benedetto XVI ha ricevuto gli auguri per il terzo anniversario di pontificato.

Il Papa ha poi attraversato Manhattan in papa-mobile, per rientrare dall’arcivescovado alla residenza vaticana che lo ospita in questi giorni. Migliaia di persone aspettavano da ore di vederlo passare sulla quinta strada con cartelli augurali e bandierine biancogialle. I clacson che suonavano a causa del traffico bloccato si sono fusi alle grida di entusiasmo dei fedeli. Poi l’auto bianca ha proseguito verso Central Park scortata anche da poliziotti a cavallo.

Il Corriere della Sera

NEW YORK – È necessario «un tempo di purificazione per ciascuno e per ogni singola Chiesa e comunità religiosa». Per Benedetto XVI, primo Pontefice a celebrare messa nella cattedrale newyorkese di St. Patrick, si sono riuniti tutti gli esponenti del clero e i religiosi della città. «Sia un tempo di guarigione», ha auspicato il Papa, tornato per la quinta volta a parlare della «vergogna» dei preti pedofili, dopo le dichiarazioni in aereo, il discorso ai vescovi degli Stati Uniti riuniti a Washington, l’omelia al National Park Stadium e l’incontro con cinque vittime degli abusi. «Desidero semplicemente assicurare a voi, cari sacerdoti e religiosi, la mia vicinanza spirituale, mentre cercate di rispondere con speranza cristiana alle continue sfide presentate da questa situazione».

«SPLENDORE OFFUSCATO» – È stata dura l’omelia di Benedetto XVI: lo splendore della Chiesa negli Stati Uniti è stato «offuscato dai peccati e dalle debolezze dei suoi membri. Forse abbiamo perso di vista che in una società in cui la Chiesa a molti sembra essere legalista e istituzionale la nostra sfida più urgente è di comunicare la gioia che nasce dalla fede e l’esperienza dell’amore di Dio». Di fronte a una situazione in cui a volte si è «tentati di cedere alla frustrazione, alla delusione e addirittura al pessimismo circa il futuro», però, secondo il Papa è necessario coltivare una «fede sempre più profonda nella potenza infinita di Dio di trasformare ogni situazione umana di creare vita dalla morte e di rischiarare anche la morte più buia». La Chiesa statunitense – ha consluso Ratzinger – è chiamata «a proclamare il dono della vita, a proteggere la vita e a promuovere una cultura della vita». Quindi ha ricordato «la testimonianza eroica per il Vangelo della vita offerta dai cardinali Cooke e O’Connor», arcivescovi della città che si sono battuti contro l’aborto e per la dignità della persona umana.

PROTESTA E SCONTRI – Il Papa è stato accolto tra lunghi e calorosi applausi, anche se non sono mancate proteste da parte di un gruppo di manifestanti nella Fifth Avenue, dove c’è stato un piccolo alterco tra i manifestanti del network americano contro i preti pedofili e i fedeli in attesa del Papa. Decine di attivisti dell’organizzazione «Survivor Network of Those Abused by Priests» hanno provato senza successo ad avvicinarsi alla cattedrale di St. Patrick, ma sono stati accolti dai «Go home» (andate a casa) da parte dei pellegrini del New Jersey. Con cartelli come «Croce simbolo di morte», «La pedofilia è la morte dell’anima», «Papa allontana i preti pedofili» e «Papa in Hell» (Papa all’inferno), i manifestanti sono stati allontanati dalla polizia verso Central Park. Della rete SNAP fanno parte circa 30mila attivisti statunitensi, molti dei quali provenienti da Boston.

BAGNO DI FOLLA – Per Ratzinger è stato comunque il primo vero bagno di folla a New York, con le transenne che sembravano non poter reggere la pressione della folla quando Benedetto XVI è sceso dalla limousine nera che lo ha portato dalla sede vaticana presso l’Onu, dove risiede. Alla messa erano presenti il sindaco di New York Michael Bloomberg e il suo predecessore Rudolph Giuliani, l’arcivescovo e cardinale Edward Egan e il rettore della cattedrale Robert T. Ritchie. La chiesa può contenere 3mila fedeli, ma molti hanno seguito la cerimonia da fuori grazie ai maxischermi. Il Bloomberg ha salutato i fedeli prima dell’arrivo del Papa: «È molto bello essere qui, è una splendida giornata, stiamo per accogliere il Papa e infine è Pesah» (la Pasqua ebraica), ha detto il primo cittadino, di religione ebrea. Prima di iniziare la solenne celebrazione, il Papa si è fermato in ginocchio per pregare. Nella cattedrale è presente anche un busto di Giovanni Paolo II in ricordo della visita di Wojtyla, nel 1979.

VISITA IN SINAGOGA – Dopo le recenti polemiche per la preghiera per la conversione degli ebrei, Benedetto XVI ha anche visitato brevemente una sinagoga di New York (guarda il video). «Cari amici, Shalom!» ha esordito il messaggio di saluto, esteso «alla comunità ebraica degli Stati Uniti e di tutto il mondo». La questione della preghiera contenuta nel messale pre-conciliare liberalizzato dal Papa (la cosiddetta messa in latino) ufficialmente non è stata toccata. Il motivo della visita, come ha ricordato lo stesso Ratzinger, è l’inizio della Pasqua ebraica. «È con grande gioia che sono venuto qui, a poche ore dall’inizio della celebrazione della vostra Pesah, per esprimere alla comunità ebraica di New York il mio rispetto e la mia stima. Trovo toccante il pensiero che Gesù, da ragazzo, ascoltò le parole della scrittura e pregò in un luogo come questo. Vi incoraggio tutti a continuare a costruire ponti di amicizia con tutti i molti e diversi gruppi etnici e religiosi che vivono vicino a voi» ha aggiunto, sottolineando la «comune eredità spirituale» di cristiani ed ebrei.

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