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Dubbi

Dubbi

I dubbi riguardanti l’ applicabilità di questa circolare, sorgono quando il valore percepito come lavoro dipendente risulti meno prevalente del valore percepito quale amministratore di condomìnio in caso l’ Ente amministrato sia molto grande (300/500 unità immobiliari).
Oppure se lo stesso dipendente si ritrovi ad amministrare diversi Enti Condomìnio in cui abbia diverse unità immobiliari in proprietà.

Regola

Da tutto il discorso fino a quì intrapreso discende la regola che, in un condominio di dimensioni normali, il compenso percepito dal condòmino che sia nominato amministratore SOLTANTO nel condomìnio in cui abbia l’ unità immobiliare in proprietà, è assoggettabile SOLO ad IRPEF.

Modello AziendaCondomìnio

In caso l’ Amministratore del proprio condomìnio si occupi soltanto della rappresentanza legale, delegando pertanto in outsourcing la gestione amministrativa e finanziaria ad un ragioniere o commercialista, e (in caso di immobile tecnicamente grande e complesso), la gestione tecnica e organizzativa ad un geometra o architetto, il compenso percepito, di carattere residuale, e nell’ ambito della gestione aziendale dell’ Ente Condominio, certamente non potrà essere considerato come attività professionale, e sarà compreso nella circolare del ministero delle finanze 24 dicembre 1992, n° 77.

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