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Signoraggio bancario, Commento alle Considerazioni finali di Draghi

Bankitalia: Draghi, meno tasse a famiglie e imprese per crescere
«Alzare l’età pensionabile, preoccupa l’inflazione, salari troppo bassi. Le banche hanno retto alla crisi»

Cari amici,

A proposito del signoraggio bancario, ogni anno il Governatore della Banca d’ Italia in occasione dell’ assemblea ordinaria dei partecipanti (Cioè i proprietari della Banca d’ Italia medesima), propone le sue ricette per salvare il salvabile del nostro paese.

Ho la noia a sentire sempre le stesse cose: Aumentare l’ età pensionabile, diminuire la pressione fiscale, aumentare la produttività del paese…etc…etc…

Non so se sia la ricetta giusta, ma certo che è l’ unica! La sola medicina che è necessario ingoiare, e che anno dopo anno stiamo ingoiando!

E allora i lavoratori diventano sempre più flessibili, la ricchezza è evanescente e se la accaparrano i pochi fortunati, investimenti a lungo termine non se fanno (perchè lo stato non ha i soldi da investire e i privati questi rischi non hanno la forza economica di assumerli).

E tutti guardano al sistema paese come ad una macchina rotta da aggiustare.

Invece no signori! Per vedere la situazione nella sua giusta prospettiva, è necessario immaginare il sistema paese come una torta da dividere a fette.
Se pochissime persone si mangiano la gran parte delle fette di torta, a tutti gli altri ne rimane pochissima da mangiare.

Il buon Draghi si è dimenticato di dire che i nostri politicanti gli stipendi se li sono aumentati molto di più del tasso di inflazione, mentre tutti gli altri stipendi sono aumentati poco, pochissimo, per non innescare ciò che si chiama “la spirale prezzi/salari”.

Per innescare un circolo virtuoso è necessario trovare il modo di dimensionare la forza contrattuale dei lavoratori alla immensa precarietà latente che sta diventando il mercato del lavoro.

Ma questo non si può fare, perchè si incrementerebbe il costo del lavoro solo in Italia e si perderebbero margini di mercato con l’ estero.

….Pertanto, fino a che non ci inventiamo soluzioni innovative gli stipendi saranno condannati a restare stabili, a parte qualche contentino per compensare l’ impennata dei prezzi che stiamo subendo a causa dell’ incremento di prezzo del petrolio.

Amici miei, questo equilibrio economico così precario non può continuare così ancora per tanto! E’ necessario cominciare a parlarci con franchezza e senza paura di sembrare “non allineati”.

L’ incremento del valore degli stipendi di operai e impiegati può essere compensato soltanto da una diminuzione del valore degli stipendi dei dirigenti e dei politici.

Non è pensabile pagare l’ incremento degli stipendi con l’ aumento delle tasse, perchè in Italia sono già troppo alte e sono già impiegate per pagare gli interessi passivi sul debito e i guai che ci cadono addosso (vedi Alitalia e i Rifiuti a Napoli).

La torta della nostra economia è quella che è: Se si continua a suddividerla in modo iniquo molti cittadini resteranno digiuni.

Il sole 24 ore

La stabilità della politica, la forza delle istituzioni sono le fondamenta dell’intervento risanatore in Italia: il premio è la ripresa duratura del Paese. Il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, nelle sue considerazioni finali all’assemblea ordinaria dei partecipanti, ha fatto il punto sullo stato di salute dell’economia italiana, ha parlato dello tsunami innescato dai mutui subprime, della situazione del sistema bancario. I protagonisti della ripresa, sottolinea Draghi, devono essere i giovani, finora mortificati da un’istruzione indaguata, da un mercato del lavoro che li discrimina in favore dei più anziani, da un’organizzazione produttiva che molto spesso non premia il merito e non valorizza le capacità. Sul fronte internazionale ha sottolineato che «i maggiori rischi per l’economia mondiale vengono oggi dall’accumularsi di tensioni inflazionistiche e dal possibile rallentamento americano», e il principale elemento di preoccupazione resta il continuo aumento dei prezzi dell’energia e di altre materie prime. «Questi rincari se da un lato riflettono in parte le prospettive ancora robuste di crescita delle economie emergenti, dall’altro – spiega il numero uno di Palazzo Koch – imprimono ulteriori impulsi recessivi alle economie avanzate e alimentano l’inflazione, condizionando le politiche monetarie».

Le tasse penalizzano il sistema Paese. In Italia, ha sottolineato Dragni, ci sono troppe tasse che gravano su imprese e lavoratori, penalizzando fortemente il sistema Paese. I margini per ridurre la pressione fiscale ci sono: occorre, pertanto, definire «un percorso pluriennale di riduzione di alcune importanti aliquote d’imposta» che dia «maggiore sostegno alla crescita» e migliori «le aspettative di famiglie e imprese». Per Draghi gli sgravi fiscali vanno concentrati dove possono dare maggiore sostegno alla crescita, riducendo le distorsioni dell’attività economica. «L’effetto sull’economia sarà più grande se se semplificheranno gli adempimenti per i contribuenti e si assicurerà una maggiore stabilità normativa». Il Governatore ha quantificato che il dovere fiscale nel Belpaese è più pesante rispetto al resto d’Europa. Per ogni 100 euro di costo del lavoro per l’impresa, il prelievo fiscale e contributivo per un lavoratore tipo senza carichi di famiglia è pari a 46 euro. Negli altri Paesi Ue è in media pari al 43% del costo del lavoro, nel Regno Unito del 34%, negli Stati Uniti del 30 per cento. L’Irap, poi, ha sottolineato Draghi, accresce ancor di più il divario fra l’Italia e gli altri Paesi dell’euro. Sul fronte dei conti pubblici la situazione è migliorata nell’ultimo biennio, ma «i risultati per l’anno in corso si prospettano meno favorevoli». Anche in un contesto congiunturale difficile, però, il rapporto fra debito e prodotto deve restare su un sentiero di flessione.

La produttività è motore della competitività. «La competitività, la capacità di crescita del paese dipendono dalla produttività: è su questo fronte che occorre concentrare intelligenza e azione». Il nodo della produttività, spiega il Governatore nella relazione, non si scioglie da più di dieci anni: anche negli ultimi due anni si conferma un divario nella dinamica della produttività rispetto ai nostri principali concorrenti. Le imprese esposte alla concorrenza internazionale, sottolinea il Governatore, «non sono rimaste inerti. Come segnalammo in questa sede lo scorso anno, parti del sistema produttivo hanno iniziati a ristrutturarsi». Ed è essenziale che le imprese «proseguano nel rinnovamento strutturale. Non è difendendo monopoli o protezioni che, alla lunga, si genera ricchezza: ma investendo, innovando, rischiando».

Il federalismo fiscale premi l’efficienza. «Il federalismo fiscale avrà tanto più generale consenso nel Paese quanto più accrescerà l’efficacia dell’azione pubblica». Regioni ed enti locali hanno particolari responsabilità nelle scelte politiche. «È importante che il sistema dell’imposizione e della spesa a livello decentrato sia tale da premiare l’efficienza e indirizzare le risorse verso gli usi più produttivi e le priorità più urgenti». Il sistema dei trasferimenti agli enti decentrati, ha detto Draghi, deve abbandonare il criterio della spesa storica, che premia l’inefficienza. Cardine di una sana autonomia fiscale è la stretta corrispondenza tra esborsi e tassazione: ogni onere aggiuntivo dovrebbe idealmente trovare finanziamento a carico dei cittadini cui l’amministrazione risponde. Ne sono condizioni la disponibilità di basi imponibili ampie e stabili, vincoli severi all’assunzione di debito, regole predefinite per i trasferimenti dal centro».

Piani di espansione, una priorità per le banche. La turbolenza dei mercati finanziari internazionali, ha sottolineato il numero uno di via Nazionale, ha toccato le banche italiane meno di quelle di altri Paesi. Molti problemi sono stati evitati grazie alla moderata esposizione agli strumenti finanziari collegati con i mutui subprime americani. Il Governatore ha invitato, comunque, le banche a rafforzare il patrimonio prima di progettare piani di espansione. Una priorità per il sistema bancario, che ha «retto bene» all’urto della crisi dei mercati. «La Banca d’Italia chiederà alle banche di rafforzare il patrimonio» per renderlo adeguato di fronte a tutti i rischi». Progetti di espansione e politiche sugli utili devono essere coerenti con il rafforzamento patrimoniale. Correttezza e trasparenza, poi, sui derivati: nel proporre contratti di finanza derivata le banche devono garantire ai clienti «correttezza e trasparenza» e la vigilanza di Bankitalia è intervenuta per far cessare «comportamenti irregolari» su queste offerte, adottando in alcuni casi «provvedimenti particolarmente rigorosi».

Allarme Mezzogiorno: troppo forte la differenza con il Nord. Il Governatore rinnova l’allarme Mezzogiorno: ha un ritmo di crescita e un livello di produttività insufficiente, dice nelle condiderazioni finali, con una spesa pubblica «tendenzialmente proporzionale alla popolazione» ed «entrate che riflettono redditi e bassi imponibili pro capite» molto inferiori. Nonostante l’impegno finanziario pubblico resta forte la differenza tra Mezzogiorno e Centro Nord nella qualità dei servizi pubblici prestati, con divari in tutti i settori, «dalla sanità all’istruzione, dall’amministrazione alla giustizia a quella del territorio, dalla tutela della sicurezza personale alle politche sociali, alla stessa realizzazione delle infrastrutture».

Mutui: ritardi sulla portabilità Sì del Governatore all’accordo fra banche e Tesoro per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile, varato dal decreto fiscale approvato nel consiglio dei ministri di Napoli. «La ristrutturazione del debito può arrecare sollievo alle famiglie – ha detto il Governatore – giovare in prospettiva alle stesse banche, riducendo i casi di insolvenza». Occorrerà «verificare con attenzione gli eventuali effetti di questa misura sul mercato delle cartolarizzazioni esistenti. Deve in ogni caso essere lasciato il massimo spazio all’operare della concorrenza nell’offerta delle migliori condizioni ai clienti». In ritardo le banche italiane nell’applicare le nuove norme su portabilità gratuita ed estinzione anticipata dei mutui. «Le norme sull’estinzione anticipata e sulla portabilità dei mutui – ha detto Draghi – hanno tardato a tradursi in pratica, anche per difficoltà applicative». La Vigilanza, sottolinea il Governatore, «ha sollecitato le banche ad adeguarvisi in pieno, riducendo tempi e adempimenti necessari, e ha prescritto specifici obblighi di informazione al cliente sull’esercizio dei propri diritti; l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato indagini per verificare l’esistenza di pratiche commerciali scorrette».

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