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Autoclave

Autoclave

All’ amministratore di condomìnio è assegnata la responsabilità della gestione di alcuni impianti interni, che possono costituire fattori di rischio in relazione al Dlgs 31/2001, e cioè gli impianti di rilancio (autoclavi) per sollevare l’ acqua ai piani più alti dei condomìni, ed eventuali impianti di trattamento domestico condominiali: filtri, addolcitori o altro.

Le autoclavi condominiali sono abbastanza frequenti nelle città e interessano il 5-10% delle utenze.

Il Dpcm 4 marzo 1996, al punto 8.2.1, prescrive che "…i dispositivi di sollevamento eventualmente istallati dai privati siano idraulicamente disconnessi dalla rete di distribuzione, e che le reti private siano dotate di idonee apparecchiature di non ritorno".

Per le modalità tecniche di realizzazione di questi dispositivi, si può fare riferimento alla norma UNI EN 1717, che riguarda espressamente la protezione dell’ inquinamento da riflusso dell’ acqua destinata al consumo umano all’ interno di edifici.

Gli stessi regolamenti dei gestori del servizio idrico contengono precise norme sugli impianti di pompaggio privati, l’ alimentazione di serbatoi di accumulo privati, e l’ istallazione di disconnettori sulle utenze industriali, artigianali, ospedali e così via.

Anche gli impianti di trattamento domestico -privati e condominiali – rappresentano una possibile fonte di contaminazione delle acque potabili.

Premesso che andrebbero installati solo sulla linea dell’ acqua calda sanitaria, con consigliabile sdoppiamento della rete interna (per ridurre la formazione di depositi di calcare), ci sono precise norme da rispettare (Dm 443/90) e cioè l’ obbligo di segnalare all’ Asl competente per territorio l’ istallazione di un by pass manuale o automatico e un dispositivo per assicurare il non ritorno dell’ acqua, di rispettare il valore minimo di durezza consigliato (15 gradi francesi) e altri.

Si ricorda, peraltro, che di solito l’ acqua erogata dagli acquedotti è di buona qualità e non richiede ulteriori trattamenti da parte dell’ utente finale prima di essere bevuta o utilizzata per i normali scopi domestici.

Alcuni impianti (come quelli con i filtri a carbone attivo), infine, devono essere combinati con sistemi di disinfezione dell’ acqua, e le apparecchiature devono essere periodicamente sottoposte a manutenzione.

Nel caso in cui fossero istallati su una rete di distribuzione di tipo condominiale, tutte queste responsabilità ricadono sull’ amministratore.

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