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La giustizia è un vero piacere

Un trattamento equanime attiva le stesse aree del cervello «accese» da un cibo particolarmente apprezzato

Cari amici,

Quest’ oggi sui giornali non c’ è nulla che mi intriga!

Mi piace riportare questa notizia presa dal Corriere della Sera, secondo cui la giustizia “piace”!
Ormai sono rimasti soltanto gli scienziati a sponsorizzare questa qualità morale, di cui gli uomini sono sempre meno provvisti.

Si lavora perchè “si guadagna”, o perchè “ci si gratifica”, o perchè “ti danno importanza”, ma raramente perchè “è giusto”.

Pertanto se si deve scegliere se compiere un azione perchè “è giusta” o perchè “è vantaggiosa”, scommetto che la stragrande maggioranza sceglierà ……indovinate voi …..che cosa sceglierà?

Siamo in un mondo di lupi, ci insegnano! Ma io di fare il lupo mi sono stancato!
Voglio vivere “secondo giustizia”, perchè è cosa giusta, ed anche perchè “è un vero piacere”.

Ma c’ è un’ altra ragione ancora più importante: Se non inizieremo a comportarci tra di noi e con gli altri “secondo giustizia” distruggeremo il mondo e quanto ci sta sopra!

Già perchè ci sarà sempre più inquinamento, più corruzione, più ingiustizia sociale, più “ricchezza sfrontata” che si scontra con un “mare di povertà”, più guerre di intolleranza, più gente senz’ acqua…..

Chi glielo spiega a mio figlio tra vent’ anni, che non avrà più un posto “sano” dove poggiare il piede perchè io, suo padre, non sono riuscito a conservargli un pezzetto di mondo pulito?

…e allora, mi aiutate a “fare giustizia”?

Corriere della Sera

LOS ANGELES, (Stati Uniti) – Essere oggetto di un trattamento equo e sentirsi trattati con senso della giustizia non è solo piacevole: secondo gli scienziati della UCLA l’equanimità è addirittura un bisogno primario e fondamentale, al pari di quello alimentare. L’indicazione arriva da un esperimento condotto dagli esperti di psicologia e scienze cognitive dell’Università californiana, e pubblicato sulla rivista Psychological Science, in cui si evidenzia che a fronte di un comportamento giusto si attivano gli stessi circuiti cerebrali che si accendono quando si gusta un cibo particolarmente gradito, come per esempio il cioccolato, o quando si contempla una bella immagine. In particolare, come spiega la coautrice della ricerca Golnaz Tabibnia, lo «striato» e la corteccia prefrontale ventromediale sono le due zone cerebrali chiamate in causa nelle funzioni cognitive e nella loro espressione. Queste aree del cervello sono comuni sia all’uomo che ai ratti e alle scimmie e vengono sollecitate da emozioni positive e basilari.

LO STUDIO – I ricercatori hanno studiato i comportamenti e le risposte cerebrali di 12 studenti della UCLA, nove dei quali femmine e con un’età media di 21 anni, a cui è stato chiesto di dividersi del denaro. Successivamente sono state monitorate le zone del cervello, notando che in corrispondenza di una stessa somma cambiavano le reazioni. Se la cifra ricevuta veniva considerata equa si attivavano lo striato ventrale e la corteccia prefrontale ventromediale, diversamente no. La zona del cervello associata invece al disgusto si chiama insula ed è un’area della corteccia situata profondamente nella fossa laterale del cervello, così definita perché un solco la circonda come un’isola. All’interno dello stesso esperimento è stato osservato che negli studenti-campione si attivava l’insula quando la somma ricevuta veniva invece considerata non equa. Il lato solare della giustizia: così Matthew D. Lieberman, altro coautore dello studio, ha ribattezzato questa scoperta, a cui va il merito di aver mostrato esplicitamente (persino fisicamente) la gratificazione che scaturisce dall’essere trattati equamente.

grandeindio:
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