Targhe e insegne private affisse nel condominio

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Targhe e insegne private affisse nel condominio

Messaggioda salvadanaio » 27 giu 2006, 16:05

TARGHE E INSEGNE PRIVATE NEL CONDOMINIO
Ultima modifica di salvadanaio il 6 ago 2007, 16:48, modificato 1 volta in totale.
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Insegna

Messaggioda salvadanaio » 27 giu 2006, 16:07

Ogni condòmino ha il diritto di collocare un' insegna sia sul muro comune che delimita la proprietà esclusiva, sia sulle parti corrispondenti alle unità immobiliari degli altri condòmini (Cassazione n. 1975 del 9/7/1973), a condizione che non alteri la destinazione del muro condominiale e non impedisca agli altri comproprietari di farne pari uso secondo il loro diritto.

Ovviamente questo diritto è negato in caso ci sia un divieto espressamente previsto nel regolamento di condomìnio.

Le stesse regole valgono per le insegne luminose (Cassazione n. 1066 dle 3/2/1988), ma solo se l' apposizione non arrechi pregiudizio alla proprietà esclusiva per ciò che concerne le dimensioni e l' ubicazione.

Autorizzazioni preventive all' istallazione

Non sono necessarie autorizzazioni preventive, a meno che la decisione di subordinare la collocazione dell' insegna all' autorizzazione non sia stata adottata all' unanimità, da tutti i partecipanti al condomìnio, o non risulti da un regolamento contrattuale.
Ultima modifica di salvadanaio il 6 ago 2007, 16:48, modificato 1 volta in totale.
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Corrispettivo richiesto

Messaggioda salvadanaio » 27 giu 2006, 16:10

Eventuale corrispettivo richiesto per delibera di assemblea

L' assemblea non può chiedere un corrispettivo al condòmino che intende collocare l' insegna, poichè l' assemblea non ha il diritto di imporre ai condòmini, per l' uso della cosa comune, l' adempimento di oneri che non siano diretti ad evitare l' alterazione della destinazione della cosa comune o che ne sia impedito il pari uso da parte di tutti i comproprietari.
Ultima modifica di salvadanaio il 6 ago 2007, 16:48, modificato 1 volta in totale.
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Collocazione sul portone di ingresso

Messaggioda salvadanaio » 27 giu 2006, 16:13

Collocazione di insegne sul portone di ingresso

Il tribunale di Brescia (Sentenza del 26/4/1994) ha considerato illegittima la collocazione da parte del condòmino di insegne luminose, targhe e cartelli pubblicitari sul portone di ingresso, sul muro e nel corridoio dell' atrio condominiale, poiche questo tipo di utilizzo è ritenuta in contrasto con la destinazione tipica di queste parti comuni dell' edificio.
Ultima modifica di salvadanaio il 6 ago 2007, 16:49, modificato 1 volta in totale.
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Divieto di collocazione

Messaggioda salvadanaio » 27 giu 2006, 16:15

Divieti

La totalità dei condòmini o una norma del regolamento condominiale può vietare ad ogni condòmino di collocare insegne e targhe nel condomìnio.
Ultima modifica di salvadanaio il 6 ago 2007, 16:49, modificato 1 volta in totale.
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Dottrina e giurisprudenza

Messaggioda salvadanaio » 25 lug 2006, 15:07

Dottrina e giurisprudenza

L’art. 1102 c.c., applicabile al condominio in virtù del rinvio operato dall’art. 1139 c.c., stabilisce che ciascun partecipante alla comunione può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. In applicazione di tale principio, la giurisprudenza ha ritenuto che ciascuno dei condòmini possa servirsi dei muri perimetrali dell’edificio condominiale per quelle utilità accessorie che ineriscono al godimento della sua proprietà esclusiva, qual è l’utilità procurata dal risalto pubblicitario dell’attività professionale o commerciale svolta, che si realizza normalmente mediante l’apposizione di insegne e targhe. L’apposizione di tali ultimi elementi, non alterando la fondamentale destinazione di sostegno dell’edificio svolta dal muro perimetrale, costituisce un normale esercizio del diritto di usare la cosa comune, ove non leda il diritto degli altri partecipanti di far uso della stessa (Cass. 24-10-1986, n. 6229).
Il regolamento condominiale di natura contrattuale può, tuttavia, vietare l’apposizione di insegne, targhe e simili sui muri perimetrali comuni, ovvero subordinarla al consenso dell’amministratore (Cass. 3-9-1993, n. 9311).
Anche il conduttore può utilizzare le parti comuni dell’edificio condominiale con modalità eguali a quelle spettanti al proprietario. Dunque, a meno che ciò non sia stato espressamente escluso dal contratto, il conduttore può apporre sul muro perimetrale dell’edificio condominiale targhe o insegne atte a pubblicizzare la sua attività commerciale (Cass. 24-10-1986, n. 6229).
La collocazione di insegne luminose, targhe e cartelli pubblicitari sul portone di ingresso e nel corridoio dell’atrio condominiale, senza autorizzazione assembleare, deve ritenersi illegittima, in quanto in contrasto con la funzione o la destinazione tipica di tali parti comuni (Trib. Brescia, 26-4-1994, n. 1100).
Anche nel caso di installazione di un’insegna pubblicitaria sul lastrico solare vi è la necessità dell’autorizzazione assembleare, trattandosi di un uso della cosa comune che eccede i limiti posti dall’art. 1102 c.c. Ciò a meno che il condòmino che intende apporre l’insegna non sia titolare di un diritto di sopralzo che escluda contrattualmente la corresponsione di indennità agli altri condòmini (TAMBORRINO).
I muri ed i lastrici solari dello stabile condominiale possono essere locati per l’apposizione di insegne pubblicitarie. In tal caso è necessaria una apposita deliberazione assembleare. I compensi ricavati dagli inserzionisti «devono essere portati in detrazione delle spese generali ripartite per quote millesimali di proprietà in favore di tutti i condòmini. I canoni locatizi possono anche essere accantonati in un fondo di riserva per le spese» (LOVATI, MONEGAT).
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Targhe e insegne private affisse nel condominio

Messaggioda grandeindio » 24 feb 2015, 9:15

Targhe e insegne private affisse nel condominio

Ciascun condòmino può servirsi delle parti comuni dell’edificio, purché non ne alteri la funzione cui sono destinate e non impedisca agli altri condòmini di farne parimenti uso secondo il loro diritto [1].

In applicazione di tale principio, ciascun condòmino può servirsi dei muri perimetrali dell’edificio condominiale per apporvi targhe o insegne che diano risalto pubblicitario all’attività professionale o commerciale esercitata. L’apposizione di targhe e insegne non altera la funzione di sostegno dell’edificio svolta dal muro perimetrale e costituisce un normale esercizio del diritto di usare la cosa comune [2].

Tuttavia, il regolamento condominiale di tipo contrattuale può porre dei precisi limiti ai condòmini nell’utilizzo delle parti comuni del palazzo e, quindi, può anche vietare l’apposizione di insegne, targhe e simili sulle facciate o rendere necessario il consenso dell’assemblea condominiale [3].

Si è in presenza di un regolamento condominiale di tipo contrattuale in due distinte ipotesi:

– quando il regolamento è predisposto dal costruttore dell’edificio ed espressamente richiamato negli atti di acquisto delle singole unità immobiliari;
– quando il regolamento è approvato dai condòmini all’unanimità.

Il regolamento condominiale contrattuale si differenzia dal regolamento di condominio ordinario [4] poiché consente di limitare i diritti dei singoli condòmini sulle rispettive proprietà e sulle parti comuni dell’edificio, e di attribuire maggiori diritti a uno o più condòmini.

Tutto ciò premesso, in riferimento al caso specifico, l’affissione dell’insegna su un muro esterno dell’edificio difficilmente può essere fatta rientrare nel concetto di innovazione. Per innovazione si intendono quelle modifiche che comportino un’alterazione sostanziale o il mutamento della originaria destinazione d’uso, in modo che le parti comuni, in seguito alle attività o alle opere innovative eseguite, presentino una diversa consistenza materiale o vengano ad essere utilizzate per fini diversi da quelli precedenti [5].

Per questi motivi, nonostante l’insegna muti l’aspetto della facciata, la sua affissione non può essere considerata come innovazione ma come semplice utilizzo delle parti comuni dell’edificio.

Alla luce di quanto sopra descritto, le possibilità di richiedere la rimozione dell’insegna dell’esercizio commerciale transitano attraverso una serie di verifiche:

– verificare che il proprio regolamento condominiale sia di tipo contrattuale. In caso di esito positivo, è necessario capire se nel regolamento è stabilito che l’installazione di targhe, insegne e simili sui muri perimetrali del palazzo è vietata o che è subordinata all’autorizzazione dell’assemblea. Se il regolamento condominiale non è di tipo contrattuale, per vietare l’affissione, servirà, in sede assembleare, l’unanimità dei consensi (ipotesi inverificabile, in quanto anche il soggetto che richiede l’affissione dovrebbe votare contro l’affissione stessa);

– verificare, inoltre, che il negoziante abbia effettivamente ottenuto dal Comune l’autorizzazione all’affissione dell’insegna: spesso i regolamenti comunali sulle affissioni (in genere consultabili sul sito internet del Comune di appartenenza) prevedono, tra i requisiti richiesti per la presentazione della domanda per l’autorizzazione all’affissione di targhe e insegne, anche l’autorizzazione dell’assemblea condominiale. In tal caso, infatti, non avendo il negoziante richiesto e ottenuto l’autorizzazione del condominio, l’installazione risulterebbe abusiva e basterebbe rivolgersi al Comune per ottenere la rimozione del manufatto.

[1] Art. 1102 cod.civ.
[2] Cass. sent. n. 6229 del 24.10.1986.
[3] Cass. sent. del 9311 del 3.09.1933.
[4] Ossia quello approvato con i voti favorevoli della maggioranza degli intervenuti all’assemblea e che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio (art. 1136 cod. civ., II c.).
[5] Tra le tante, Cass. sent. n. 11936 del 23.10.1999; Cass. sent. n. 1389 del 29.10.1998; Cass. sent. n. 10602 del 5.11.1990; Cass. sent. n. 12654 del 26.05.2006.

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